Sarriball,…”Yes we can?!” – Il mio punto di vista

Maurizio Sarri è ritornato in Serie A dopo solo un anno di Premier League, finendo col suo Chelsea al quarto posto in campionato e con la vittoria in finale sull’Arsenal in Europa League.
Sarri è il nuovo allenatore della Juventus FC e sostituirà, alla guida tecnica della prima squadra, Massimiliano Allegri che è stato sollevato dal suo incarico dopo 5 anni di successi.
In passato Sarri non ha mai usato parole »al miele« per la Juventus, anzi…. Ora comunque si trova a guidare la squadra che ha vinto gli ultimi otto scudetti consecutivi. Il comandante, come è notoriamente chiamato, è famoso per il suo stile di gioco denominato Sarriball.
La domanda che oggi sorge spontanea è: Come farà la Juventus ad adattarsi al nuovo stile di gioco e alla nuova mentalità?

STILE TATTICO E AGGIUSTAMENTI
La tattica di Sarri col Napoli e col Chelsea:

Prima di cadere in previsioni precoci, bisogna sapere cosa esattamente la Sarriball prevede ed in cosa consiste.
Proverò a spiegarla nell’analisi seguente:

LE LINEE GUIDA DELLA SARIBALL
DIFESA:
– Linea di difesa alta
– Pressing alto
– Provare a riconquistare la palla subito nella metà campo avversaria

IMPOSTAZIONE:
– Triangolazioni che includono i difensori centrali, centrocampisti e il portiere
– Movimento della palla in verticale
– Attaccanti che si buttano nello spazio e dialogano con i centrocampisti e con le ali

ATTACCO:
– Parte sinistra dell’attacco fondamentale (gli attaccanti di sinistra pressano
più alto e con maggiore costanza rispetto a quelli di destra)
– Attaccante centrale di movimento che cerca costantemente i cross e i dialoghi con i compagni (triangoli, uno-due,…)

La linea mediana, nel 433 di Sarri, consiste in 2 mezzali e un regista basso, potremo chiamarlo anche difensivo.
La mezzala sinistra (uno tra Marek Hamsik, Piotr Zielinski, Ross Barkley, o Matteo Kovacic – quelli che Sarri ha avuto ha disposizione a Napoli e a Londra) di solito agisce più alta ed ha un atteggiamento più offensivo, mentre la mezzala destra (Allan or N’golo Kanté) ha un margine di azione molto più ampio gli. Quello che gli inglesi chiamerebbero centrocampista box to box.
Il regista basso ovvero Jorginho (sia a Napoli che a Londra) è quello che fa come ponte tra la linea alta dei difensori e le mezzali.

Il portiere deve per forza essere forte sulla palla, con qualità balistiche superiori alla media, poiché è partecipe all’impostazione dell’azione e dialoga con i difensori centrali.
Come detto prima la linea difensiva e impostata molto avanti, ragion per cui i due difensori centrali devono essere buoni tecnicamente nel portare e passare la palla ai centrocampisti.
I terzini, nell’idea di calcio Sarriana, devono essere molto mobili ed aiutare i due centrali difensivi smarcandosi e creando varie opzioni di passaggio per poter uscire dalla propria metà campo con le triangolazioni palla a terra.

Generalmente l’ala sinistra opera anche come attaccante interno, ovvero sposta il proprio raggio d’azione accentrandosi per agire come attaccante centrale (ruolo perfettamente rappresentato da Insigne nel Napoli ed Eden Hazard nel Chelsea).
L’ala destra invece tende poco ad accentrarsi ma spazia più sulla destra anche se molte volte lo troviamo a dialogare palla a terra con le mezzali e con l’attaccante centrale.
Lo stesso vale per i terzini. Il terzino sinistro tende ad avanzare molte volte sovrapponendosi all’ala sinistra, mentre quello destro è più bloccato ed aiuta la linea di centrocampo in fase di non possesso.

La punta centrale, nell’idea di calcio del comandante Sarri, molte volte indietreggia sulla linea delle mezzali. Cosi facendo crea spazio per le incursioni delle mezzali stesse o dell’ala sinistra creando cosi nuove soluzioni tattiche a ridosso dell area avversaria che possono portare a passaggi filtranti o tiri da fuori.
Questo è uno dei motivi per cui il Chelsea ha faticato ad adattarsi al Sarriball, dato che i loro attaccanti non erano adatti e abituati a questo tipo di movimenti. Mentre nel Napoli, Dries Mertens con la sua velocità di azione e i movimenti senza palla era l’interprete perfetto della prima punta, lo stesso non si può dire degli attaccanti che Sarri aveva a disposizione al Chelsea.
Lo scarso movimento di Alvaro Morata nell terzetto d’attacco ha portato ad azioni sterili, finite molte volte con i cross da fondocampo o azioni solitarie, il ritmo lento di Olivier Giroud ha fatto sì che anche il suo movimento eccellente senza palla, gli impedisse di essere una prima ed unica punta adatta allo stile di gioco voluto dall’allenatore Campano.
A volte Sarri è stato persino costretto a usare Hazard nella posizione di attaccante centrale.

Come potete vedere dalla tabella qui sotto tutti gli attacanti dell Chelsea messi insieme faticano a raggiungere le statistiche di Mertens sotto la guida di Sarri:

ATTACCANTI CHELSEA 2018/2019
(Higuain, Morata, Giroud)

STATS#IN 90′CONTRIBUTO
MINUTI
GOALS
TIRI
% IN PORTA
ASSIST
2869
12
113
36,3%
4
X
0,38
3,5
X
0,13
X
19,0%
18,6%
X
7,7%

DRIES MERTENS 2018/2019

STATS#IN 90′CONTRIBUTO
MINUTI
GOALS
TIRI
% IN PORTA
ASSIST
3013
18
128
38,2%
6
X
0,54
3,8
X
0,18
X
24,7%
19,5%
X
12%

Una delle statistiche più clamorose è che anche con più minuti di tutti gli attaccanti del Chelsea, Mertens è stato colto in fuorigioco tre volte in meno (13) rispetto agli attaccanti elencati del club londinese (37).
Questo mostra quanto gli attaccanti del Chelsea fossero inadatti al sistema di Sarri.
La scarsa applicazione e integrazione dell’idea calcistica di mister Sarri al Chelsea è dettata anche dal fatto che la Premier League è molto differente dalla Serie A e alcuni concetti non potrebbero mai funzionare bene.
La differenza più grande tra le due competizioni sta sicuramente nello stile e nella mentalità: in Premier League si difende in modo più compatto nella propria metà campo e si attacca direttamente nella metà campo avversaria, mentre in Serie A, il gioco si accumula al centro con una maggiore predisposizione agli attacchi sul lato sinistro rispetto quando si attacca dal lato destro.
Lo stile di gioco di Sarri forse non era altrettanto efficace in Premier. Giocando contro, le ali, tengono molto la profondità e neanche il suo stile difensivo si è espresso ad altissimi livelli, al cospetto di squadre che attaccano più direttamente l’area e la porta.

LE DIFFERENZE CON ALLEGRI:
Ora diamo un occhiata come era in messa in campo la Juventus di Allegri e i confronti che possono essere fatti con lo stile di Sarri.
La differenza maggiore è che Allegri non favorisce realmente un singolo sistema. Il tecnico Toscano è famoso per aver cambiato vari moduli durante le partite per favorire la rotazione tra i suoi versatili giocatori.
Questo sarà più difficile per Sarri alla Juventus poiché Il comandante è concentrato su un unico stile di gioco, più adatto alla propria squadra. Diverse volte anche Allegri ha usato un 4-3-3, sistema che con molta probabilità Sarri userà anche con la sua Juventus.
Con Allegri la Juventus ha avuto più opportunità e ha tirato in porta di più dalla sinistra che dalla destra e anche questa statistica è abbastanza simile alle squadre che allena Sarri.
Il vero problema, secondo me, riguarda la difesa.
Sarri favorisce le pressioni alte per riconquistare rapidamente la palla o per forzare le squadre avversarie a liberarsi della sfera, mentre la Juventus di Allegri non pressava in modo aggressivo ma era più attendista, cercando più le intercettazioni al momento giusto per poi ripartire in contropiede.

COSA SI DEVE CAMBIARE:
Ovviamente il lavoro più grosso dovrà essere fatto sulla mentalità e sullo stile difensivo.
C’è un lato positivo per Sarri, in quanto la Juventus di solito si trova nella metà campo avversaria più spesso rispetto al Chelsea dell’anno scorso. In effetti, un confronto statistico mostra che la Juventus ha difeso in modo più attivo e aggressivo rispetto al Chelsea dell’anno scorso


CONFRONTO DELLE DIFESE DI JUVENTUS E CHELSEA NELLA STAGIONE 2018/2019
CHELSEA
Takles: 618; Intercettazioni: 351 – Totale: 969
Blocchi: 199; Cleareance: 593 – Totale: 792
JUVENTUS
Takles: 570; Intercettazioni: 397 – Totale: 967
Blocchi: 130; Cleareance: 606 – Totale: 736


anche se questo non riflette lo stile di gioco, mostra che Sarri avrà meno da cambiare rispetto ad un anno fa quando arrivò a Londra.
Avere una squadra più dominante, in grado di controllare il possesso in modo più efficace, dovrebbe supportare eventuali carenze difensive, sopratutto a inizio stagione.
A parte questo, convincere la squadra ad acquisire un unico sistema può rivelarsi una sfida, anche con la versatilità dei giocatori a disposizione del tecnico.
Con le tattiche e i cambiamenti allineati, diamo un’occhiata ai giocatori della Juventus più significativi e vediamo dove potrebbero inserirsi nella squadra.

IL FATTORE CR7
Sarri ha avuto a sua disposizione talenti di livello mondiale (Eden Hazard, Dries Mertens, Kalidou Koulibaly, ecc.), ma alla Juventus troverà Cristiano Ronaldo.
La stella portoghese è nella fase »discendente« della sua carriera, ma non si può dire lo stesso guardando le sue statistiche o il suo fisico.
Avendo precedentemente operato esclusivamente sulla fascia sinistra, Ronaldo è stato spesso schierato nella posizione dell’attaccante. La sua abilità aerea e abilità tecnica è tra le migliori all mondo guardando i calciatori ancora in attività.
La domanda ora si pone da sola: come si presenterà Ronaldo sotto la guida di Sarri?
Teoricamente, Ronaldo dovrebbe adattarsi perfettamente a questo sistema, dato il suo incredibile movimento off-the-ball e la sua predisposizione di scendere più in profondità e ricevere la palla. Ronaldo potrebbe di nuovo diventare un’opzione sull’ala sinistra data anche la sua bravura (e la potenziale mancanza di alternative nella posizione dell’ala sinistra)
Un idea interessante sarebbe anche usarlo come attaccante interno. Ovunque scelga di interpretarlo, Sarri comunque dovrà tener conto dell’invecchiamento di Ronaldo per massimizzare la sua abilità di livello mondiale e farlo riposare quando sarà più opportuno.

NO JORGINHO? NO PROBLEM
L’amore di Sarri per Jorginho e ben noto a tutto il mondo calcistico. Tuttavia, è molto improbabile che il centrocampista del Chelsea scelga di cambiare squadra e approdare alla Juventus. Comunque il suo »sosia ideale« nelle idee di Sarri è rappresentato da Miralem Pjanic.
Il bosniaco si trova di solito all’interno di un centrocampo piatto a tre. Tende a giocare nella parte più lontana, quasi operando nel ruolo di centrocampista difensivo. Mire, alla Juventus, ha avuto due partner tedeschi a centrocampo che hanno sostenuto la parte difensiva dell’idea tattica di Allegri (Emre Can, nella scorsa stagione e Sami Khedira, nelle stagioni precedenti) e Blaise Matuidi che tende a svolgere un ruolo di copertura e interdizione. Come mentalità, tutti molto difensivisti.
Qui sotto vediamo un po di statistiche dei due metronomi di centrocampo nella passata stagione:

JORGINHO 2018/2019

STATS#IN 90′CONTRIBUTO
MINUTI
PASSAGGI
% PASSAGGI
ASSISTS
3179
3118
89,3%
0
X
88,3
X
0
X
12,4%
X
0%

PJANIC 2018/2019

STATS#IN 90′CONTRIBUTO
MINUTI
PASSAGGI
% PASSAGGI
ASSISTS
2297
1938
92,1%
6
X
75,9
X
0,24
X
9,6%
X
13,6%

I due giocatori hanno operato in ruoli diversi, in posizioni diverse, quindi forse i primi paragoni sono un po improponibili. Comunque, l’abilita di Pjanic (quando voglioso, volenteroso e motivato), nel ruolo che più predilige, dovrebbe attendere alle aspettative che il mister si propone.
Mi sento di dire che il centrocampista bosniaco ha tutte le possibilità di diventare un pilastro della squadra di Sarri.

CONCLUSIONE
Sarri avrà sicuramente molto, anzi moltissimo, lavoro fin da inizio campionato.
Dovrà mettersi al lavoro per instillare un sistema in una squadra che era abituata alla rotazione e ai cambiamenti costanti. Dovrà anche assicurarsi che possa convincere la squadra a pressare nel modo che lui ha in mente. Ci sono molte domande, problemi e quesiti che Sarri dovrà affrontare nel breve periodo. Comunque le sue opzioni a centrocampo sono impressionanti e la Juventus potrebbe persino permettersi di vendere qualche centrocampista qualora Milinkovic Savic o Pogba decidessero di approdare a Torino.
Pjanic dovrà capire rapidamente il suo ruolo per esprimere al meglio il suo ruolo nella SARRIBALL.
La coppia centrale, con Chiellini e Bonucci, non dovrebbe avere problemi, anche se De Ligt è un forte candidato per il posto da titolare fisso.
Ci sono molti punti interrogativi per la Juventus, ma il futuro sembra promettente.
Una cosa è però certa: Sarri avvierà il suo operato all’ Allianz Stadium e sarà interessante vedere come utilizzerà il suo famigerato SARRIBALL alla Juventus.

Se mi sono perso qualche punto importante mi scuso poiché questo è il mio primo articolo per Juv&Me e spero di non aver deluso le vostre aspettative.

Di Urban Gorjan

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2 Responses

  1. Michele Fusco ha detto:

    Ottimo articolo, molto esaustivo e chiaro senza entrare troppo nei tecnicismi. Le comparazioni sono quelle che faremo fin quando non potremo identificare “la Juve di Sarri” che però, a differenza di Napoli e Chelsea, parte con un grave handicap: l’ OBBLIGO DI VINCERE.
    Laddove Sarri ha potuto predicare il suo dogma avendo un minimo di pazienza, è stato poi ricompensato con un gioco spettacolare nel primo caso e con un trofeo internazionale nel secondo.
    Ma alla Juve mi sa che troverà molte più difficoltà soprattutto con squadre che piazzeranno intere fabbriche di autobus davanti alla porta e che proveranno a sfruttare le pecche difensive e le disattenzioni di una linea alta o l’ allungarsi della squadra nel tentativo di pressare. Ulteriore difficoltà di cui non si hanno dati statistici e sviluppi di gioco è la nuova regola sulla rimessa dal fondo che ridisegnerà molti schemi di uscita della palla e di pressing offensivo.

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