Parma-Juve, l’analisi tattica post partita di Gaethanos

Buongiorno Principessa!. Prendiamo a prestito una citazione da La vita è bella, perché la Vecchia Signora, la Nostra Signora, con la prima giornata di campionato ha nuovamente iniziato quel lungo processo di insediamento sul trono della serie A che la porterà ad essere Regina. 

Come è iniziato questo percorso?
Risposta secca: Bene. Sono arrivati i tre punti, e tanto era necessario.
Sono stati meritati, e non sempre occorre, ma va bene quando avviene. 

E’ tutto perfetto e meraviglioso? Assolutamente no, come è logico che sia il 24 agosto.
Ieri abbiamo assistito alla prima Juve di Sarri. Ieri abbiamo assistito al primo passo di un viaggio con destinazione un rinnovo mentale e tecnico atto a portare la juve al livello delle top squadre europee non solo fuori dal campo, come sta brillantemente avvenendo, ma anche nel rettangolo di gioco.
Si puo pretendere che dopo il primo passo il viaggio sia terminato? Certo che no.


Cosa abbiamo visto ieri allora di buono e di meno buono?
Innanzi tutto la formazione: fuori tutti i nuovi acquisti e dentro la vecchia guardia. Molti oggi scrivono che la formazione era di alleggriana concenzione. Mi sento di dissentire.
E’ vero, in campo abbiamo visto Matuidi e De Sciglio, ma Allegri, con Ronaldo, al centro dell’attacco non avrebbe mai messo Higuain, ma Mandzukic. Questo permettetemi di dire (al netto dell’enorme affetto per il nostro guerriero) che, dal punto di vista tecnico, fa tutta la differenza del mondo.
Certo come Marione avrebbe fatto, anche il Pipa non ha mai tirato in porta (aspetto poco positivo e da rivedere sicuramente), ma a differenza sua ha permesso di vedere qualità tecnica nella metà campo avversaria che è indice di un obiettivo in campo diverso.
Ieri, infatti, abbiamo visto, a differenza dell’era Allegri, un possesso palla costante nella metà campo avversaria nel primo tempo (finche hanno retto fisicamente), piuttosto che nella nostra. Non abbiamo visto continui retropassaggi al portiere. Abbiamo visto continue triangolazioni e una difesa con l’obiettivo di essere sulla linea di centro campo e non sul limite della nostra area di rigore. Abbiamo visto un uscita di palla dalla difesa che non passa da un terzino all’altro attraverso i difensori centrali (cosiddetta uscita ad U che rallenta la manovra e fa piazzare sempre bene l’avversario). Abbiamo visto, sopratutto nel primo tempo, occasioni da gol create mettendo i nostri giocatori in condizioni di avere una pericolosità elevata. Putroppo ieri tra Cr7 impreciso e il Var, abbiamo terminato il primo tempo solo 1 a 0, ma sarebbe potuto tranquillamente finire 4 a 0.
Il nostro gol è stato piuttosto fortuito, alla fortuna non si dice mai di no, su calcio piazzato e frutto di un tiro sbilenco di Alex Sandro deviato da Bonucci e ribadito in rete da Inza-Chiellini.
Quello che fa ben sperare sono le occasioni sbagliate. Prima un colpo di testa di Cristiano fuori di poco, gol che non sbaglia mai, frutto di un cross di Khedira dalla trequarti libero dopo una verticalizzazione illuminata. Un altro tiro fuori di Cristiano dall’area piccola dopo un azione meravigliosa tutta di prima che ha visto protagonisti Costa, Pjanic, Higuain e Ronaldo. Un gol annullato dal var a Cristiano dopo un contropiede di Costa (che con Allegri sarebbe entrato al 70’ e non sarebbe partito titolare) e rifinito dal 7 mondiale. Un azione frutto di una percussione sulla fascia di De Sciglio che salta 3 giocatori passa a Costa, cross rasoterra per l’inserimento di CR7 che dal limite dell’area piccola calcia alto (azione simile al primo gol che ahinoi fruttò il suo primo gol nella finale di Cardiff).

Altra cosa positiva vista nella partita è stata la difesa. Mai in grandissima sofferenza e, sopratutto, anche nel secondo tempo quando abbiamo smesso di giocare come nel primo, mai troppo bassa tanto da portare i nostri difensori e attaccanti avversari a ridosso del nostro portiere come troppo spesso capitava lo scorso anno.

Cosa non è andato bene? Una serie di aspetti, il primo fra tutti e’ la condizione fisica.
Al netto delle attenuanti del caso (il forte caldo, l’elevata umidità, l’orario pomeridiano e …il 24 agosto) non è pensabile che una squadra di atleti e professionisti duri solo 45 minuti.
Il secondo è il possesso palla spostato completamente sulla nostra fascia destra. Cristiano si accentrava perpendicolare ad Higuain, Costa preso come punto di riferimento costante sulla destra e con Matuidi sul centro sinistra che non dava garanzie di qualità abbiamo finito per essere disequilibrati.
Terzo aspetto: Cristiano accentra ancora troppo le occasioni da gol su di lui, tutti sono al suo servizio. La cosa non sarebbe grave quando è al top e su 3 occasioni segna 4 gol, ma è un grosso limite quando avviene quello che è accaduto ieri.
Quarto: i cambi e alcune prestazioni dei singoli. Cuadrado è stato appena sufficiente al suo ingresso in campo, ma Rabiot Bernardeschi e Matuidi inguardabili.
Quinto aspetto i troppi contropiedi presi. Detto che nel Sarri-pensiero serve un centrocampista come Allan al Napoli o Kante al Chelsea per risolvere questo problema, diciamo anche che, se aveva intenzione di far fare quel lavoro a Matuidi, deve assolutamente cambiare protagonista nella partita contro il Napoli di sabato. 

Finiamo con qualche giudizio sui singoli. Detto della sciagura Matuidi (sempre fuori tempo nei recuperi, mai al posto giusto tatticamente e sempre passaggi sbagliati), Rabiot e Bernardeschi, e del giudizio sulla sufficienza per Higuain, vediamo gli altri protagonisti. 

Buono Pjanic: del regista involuto sempre fuori tempo e posizione del precampionato non c’era nulla. Un paio di errori è vero, ma ha recuperato una marea di palloni, sempre al posto giusto nel momento giusto, non si è mai nascosto sia in fase di impostazione che di rifinitura e sopratutto lo abbiamo visto verticalizzare più volte contro il Parma che per tutto lo scorso campionato.

Buono De Sciglio: Se lo amano tutti gli allenatori un motivo che non capiamo deve esserci, ma ieri alcuni di quei motivi li abbiamo forse visti. Preciso e puntale in fase difensiva (non ha perso un solo contrasto), propositivo e preciso in quella offensiva. Ad un certo punto ha fatto un paio di interventi talmente decisivi che si è emozionato troppo ed ha sbagliato passaggi orizzontali banali e pericolosi. La cura Sarri con lui funziona

Buono il giudizio anche per i vari Bonucci (incerto nelle prime fasi ma sicuro e puntuale poi), Alex Sandro (fa ben sperare), Chiellini (King Kong non scende mai dall’Empire State Building), Khedira (finché ha avuto benzina) e Cristiano (si ha sbagliato molto ma era al posto giusto al momento giusto e quando ci sarà la condizione …wow).

Uomo partita: Douglas Costa. Beh è uno che le promesse le mantiene e se quella di ieri è solo l’alba di questo giocatore, arrivati a mezzodì si sarà fatto perdonare l’intera scorsa stagione. Illuminante.

Certo il Parma ieri era uno scoglio non enorme, ma non dimentichiamo che è una delle squadre più rognose da affrontare. Gioca bassa stretta e corta. Fare il gioco su descritto contro questa formazione e questo tipo di squadra è tanta roba perchè con squadre più aperte ed offensive ne vedremo delle belle. Sugli scudi del parma ieri le prestazioni di tre giocatori su tutti. Inglese (centravanti boa di qualità elevata che da sempre senzazione di pericolo), Brugman (ottima regia e personalità) e Iacoponi (sempre preso sotto gamba lo consigliamo al fantacalcio, pulito tempista e mai passivo in difesa). Molto male invece Gervinho, spesso prendeva alle spalle De Sciglio quando saliva, ma, tra i meriti di pjanic bonucci e chiellini e i suoi demeriti, prestazione davvero pessima.

In conclusione se il buon giorno si vede dal mattino la nostra principessa ha buone possibilità di crescita, ampi margini di miglioramento ed un futuro roseo.
Attendendo che diventi regina, fino alla fine, forza Juve.

di Gaethanos

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