La disamina ottimistica su Fabio Paratici e il mercato estivo Juve

Fabio Paratici e Andrea Agnelli

Salve a tutti,
mi sono preso una pausa dall’esprimere qualsiasi tipo di reazione o parere in merito a tutto ciò che abbiamo sentito, vissuto, in questa estate turbolenta forse la più turbolenta delle ultime bianconere.

Ultimamente mi sono imbattuto in innumerevoli considerazioni, tra un tuffo in mare, un aperitivo e una passeggiata in riva al mare mi è capitato di scontrarmi con la signora Negatività, per me irragionevole, ma per qualcuno d’attualità in casa Juve.
Si accusa, se così possiamo dire, un Paratici incapace di gestire le situazioni “scomode” all’interno del mondo Juventus, in spicciole: gli esuberi, crocifiggendolo, metaforicamente, per non essere riuscito a piazzare chi praticamente è di fatto fuori dal progetto Juve 19/20.

Personalmente credo semplicemente ci sia stato, in più occasioni e in diverse trattative, un netto rifiuto di cambiare maglia da parte del giocatore in considerazione e, sempre a mio avviso, non si possa dare la colpa a Paratici o additarlo come incapace.

Andando oltre, mi sono volutamente soffermato, in questi quattro giorni, sulla mia troppa juventinità per dare un voto negativo a questo mercato bianconero.
Ragionandoci bene, credo che non si possa dare un voto del tutto negativo ad una società che è riuscita a strappare alla concorrenza il miglior difensore in circolazione, aver preso a zero due centrocampisti di tutto rispetto, aumentando notevolmente la qualità in un reparto che ci vedeva orfani dei vari Pirlo, Vidal, Pogba, non essendo mai riusciti a sostituirli in maniera adeguata, allungando la panchina, escludendo qualsiasi timore di sperare in una stagione priva di infortuni, per evitare di dover utilizzare i vari calciatori reputati non all’altezza della rosa.

Apro una piccola parentesi per cercare di dare un tono non del tutto negativo ad un altra tragedia che affligge alcuni brillanti sostenitori della nostra Vecchia Signora: l’esclusione dalla lista Champions di Emre Can.
Una decisione che fa rumore, raccoglie il dispiacere di tanti tifosi e rafforza involontariamente la teoria di un mercato inopportuno, non considerando o non facendo caso al fatto che sia stato inserito in ogni trattativa di vendita o di scambio, sancendo di fatto l’esclusione dal progetto, vuoi perché non abbia convinto, vuoi perché abbia mostrato poca professionalità e questo non è dovuto saperlo a noi semplici tifosi.

Il punto focale, sul quale credo che noi tutti dovremmo soffermarci, è provare a non stare a seguire maniacalmente la nostra società e criticarne ogni singolo movimento per poi sputare sentenze velenose in chat e social network.
Avere dei pareri contrastanti con altre tifoserie può essere anche costruttivo ma avere delle discussioni tra tifosi della stessa fede ci fa passare un po’ da ridicoli, anche perché stiamo qui a discutere di una squadra veramente forte e completa e soprattutto perché qui nessuno di noi, salvo gli addetti ai lavori, conosce dinamiche societarie o di spogliatoio, per le quali viene attuata o meno una determinata azione/reazione.

Personalmente, non mi sento di dare un voto negativo a questa estate, sì segnata da delusioni (vedi situazione Guardiola) ma anche da gioie: ricordiamo De Ligt su tutte e teniamo sempre a mente che la Juventus è una società in crescita in tutti i settori e conta veramente poco il fatto di non essere riusciti a piazzare qualche pedina.
Credo di essere pienamente soddisfatto di ciò che la società abbia fatto, non negando – sarei bugiardo se lo facessi – che fino all’ultimo ho sperato in un altro arrivo, in un nuovo giocatore che vestisse i nostri colori e andasse a colmare un gap di settore, ma in tutta onestà non sono mai riuscito a collocare in campo nessun altro di diverso da chi già abbiamo – salvo gran colpi da fantamercato – forse perché trovo una squadra talmente forte che mi va bene così e qualsiasi innesto a questo punto sembrerebbe superfluo.

Promuovo a pieni voti l’operato del nostro Fabio, probabilmente un po’ in difficoltà nelle cessioni e sfido chiunque, adesso che la Juve è tornata fortissima, a lasciare una società così grande, forte e in costante crescita.

Ciò che ci aspetta sarà una grande stagione e dovremmo cominciare a viverla profondamente da tifosi uniti, oltre ogni ostacolo si sia palesato, oltre ogni defiance di calciomercato, perché la fede è sempre quella, unica e sola e il bianconero lo abbiamo forgiato nell’anima e non importa chi è andato e chi no, conta solo chi rimane e suda e fatica e lavora, per un solo obiettivo: vincere e vincere tutto quello che si può vincere e lottare fino alla fine perché questo accada.

P.s.:
Due parole per il mister mi sembra doveroso spenderle.
Gli auguro una pronta guarigione e un repentino ritorno in panchina perché, per noi e per la squadra, la sua figura a dirigere questa sinfonia ogni volta che si calpesta il terreno di gioco è fondamentale. E’ vero non sarà Pep Guardiola ma, a prescindere, merita il nostro rispetto e il pieno sostegno quindi… Torna presto Maurizio, anzi, torna presto MISTER!
Saluti a tutti

il vostro Vast

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