Il colpevole ha un alibi, l’innocente non ce l’ha

Cristiano Ronaldo affranto dopo un brutto intervento

Si fa fatica a trovare, nel tempo, quali fossero le labbra o le penne che hanno enunciato questa verità. Quello che non si fa fatica oggi, invece, a riscontrare è quanto quelle parole siano vere. 

A valle della montagna Fiorentina ritroviamo, negli ultimi giorni, una quantità immane di attacchi alla Juve della spedizione toscana che parte da un presupposto: la Juve non è innocente, è colpevole. E gli alibi? Non ce ne sono? Certo che si, e il mister Sarri li ha ben enumerati. Il problema però è che non puoi avere alibi, cara Juve, perché sei colpevole punto e basta. 

Questo purtroppo è stato l’atteggiamento della stragrande maggioranza dei tifosi, juventini e non, e dei giornalisti e giornalai (che sempre più di rado sanno fare il loro lavoro, o anche solo vogliono farlo).

Quindi ci siamo ritrovati a veder accusati: dirigenti che non hanno saputo fare mercato giusto e adatto, dirigenti che hanno scelto Sarri, Sarri che non ha fatto preparazione, Sarri che non sa fare cambi, Giocatori perché scarsi e Presidente che sta facendo fallire la squadra (perché si, un pareggio a quanto pare fa aprire le cateratte dei cieli e fa venir giù l’apocalisse).

Ma cosa è successo di tanto devastante in questa partita?

La partita è presto raccontata e descritta. Montella ha fatto marcare a uomo tutti, anzi alcuni con doppia marcatura (Castrovilli su Pjanic, Badelj su Khedira, Pulgar su Matuidi, Pezzella su Higuain, Lirola-Milenkovic su Cristiano Ronaldo e Dalbert-Caceres su Douglas Costa prima e Bernardeschi poi). In queste situazioni occorrono un bel po di ingredienti nella ricetta che porta alla vittoria: Abbondante preparazione atletica, quanto basta di capacità tecniche negli interpreti, guarnizione di velocità nel far viaggiare la palla e una spolverata di fortuna, che tutti gradiscono sempre. Ecco quale è stato il problema: siamo andati a cucinare senza ingredienti

  1. Preparazione atletica. Non solo non era abbondante era, anzi, quasi inesistente. Gli Alibi con la A maiuscola ci sono. La sosta per le nazionali ha portato la quasi totalità della rosa a migliaia di km lontano da Torino con gente in campo che non ha avuto nemmeno il tempo di assorbire il jet lag (Costacurta ieri ha detto: “Io quando tornavo dalla sosta nazionali ero completamente cotto”). A questo si aggiunga che si è giocato alle 15 a Firenze (condizioni climatiche particolari in questa zona geografica) con 36 gradi all’ombra (e il campo non era all’ombra) e che la preparazione fisica della Juve ha una precarietà enorme al momento. A testimonianza di questo basti vedere il numero di infortuni e cambi obbligati già nel primo tempo. Nemmeno con le sostituzioni quindi Sarri ha potuto immettere energie che avrebbero fatto la differenza (basti vedere quali ottimi spunti ha avuto Cuadrado quando ha sostituito Danilo) e aggiunto modiche quantità  di questo ingrediente fondamentale se vuoi vincere. A questo si aggiunga che Sarri si è sgolato per tutta la partita dicendo alla difesa di salire, ma spesso questo non avveniva. Spesso la squadra si ritrovava a dover correre all’indietro su transizioni negative perdendo quelle poche energie che aveva. Se la squadra fosse stata corta, quelle rincorse non sarebbero state necessarie. Quindi occorre mettere da conto che finché la testa e il modo di pensare di Sarri non entra in quelle dei giocatori spesso ci troveremo a metà del guado con tutti gli effetti negativi del caso.
  2. Capacità tecniche. Queste le ha tolte dalla dispensa quasi nella totalità l’infortunio di Douglas Costa dopo 6 minuti di partita. Il resto è sparito a causa della precaria condizione fisica di tutti i giocatori della Juve. Se anche Cr7 ha bisogno di toccare 2-3 volte il pallone per stopparlo e poi perderlo comunque, cosa pretendere dai vari Matuidi, Bernardeschi e Danilo. Con marcature a uomo come quelle della Fiorentina sabato e con la veemenza fisica dei loro interventi occorreva che la palla si incollasse al piede e partisse dallo stesso dopo un decimo di secondo, ma tutti i biancorossi in campo non erano in grado di farlo.
  3. Velocità nel far viaggiare la palla. Anche quando si riusciva a passare oltre il primo pressing delle marcature ad uomo descritto sopra, la Fiorentina rinculava dietro creando una densità enorme nella parte centrale del campo (Milenkovic, Pezzella, Caceres, Pulgar, Badelj, Castrovilli, Chiesa e Ribery addensati al limite dell’area in un area di 15 mt x 15 mt). Per ovviare a entrambe le situazioni (di pressing uomo su uomo e di addensamento centrale degli avversari) occorre non solo che, come scritto al punto 2, non si debba sbagliare nulla tecnicamente, ma occorre anche che la palla viaggi veloce di prima con un coinvolgimento enorme di terzini ed esterni d’attacco. Occorrono lanci per i cambi di campo. Occorre insomma che la squadra avversaria si debba spostare di continuo, facendogli consumare energie su energie che tu non consumi perché fai correre la palla e non le gambe. Tutto questo non è mai avvenuto (un solo cambio di campo nel secondo tempo con relativa azione pericolosa). I motivi? Li abbiamo già descritti sopra: condizioni climatiche e di altro genere che hanno fatto perdere energie e lucidità, che hanno fatto, a loro volta,  abbassare la capacità tecnica dei singoli. A questo si aggiunga un campo completamente asciutto (che ha influito di sicuro anche sugli infortuni) che frenava il pallone e le gambe. Conseguenza? Scomparsa dalla dispensa di questo ingrediente fondamentale. 
  4. La fortuna. Quella un po ce stata. Non abbastanza per vincere, ma abbastanza per non perdere. Le varie occasioni che ha avuto la Fiorentina nel primo tempo per errori di Sczezny, De Ligt, etc., ne sono una testimonianza.

Non si poteva cucinare insomma il piatto che Sarri voleva senza avere in dispensa gli ingredienti necessari. Cosa si poteva fare? Cucinare un altro piatto, giocare in un altro modo. Sarebbe stato saggio? Dipende dai modi di vedere. Sarri ha intenzione di inculcare un idea e dei principi di gioco. Abiurare alle prime difficoltà avrebbe, però, portato ad allungare questo processo.

Ma allora questa Juve è colpevole o innocente? 

La risposta è semplice, non ce stato nessun reato e quindi non esiste ne colpevole ne innocente. Un pareggio in quelle condizioni non può essere reato. Anzi, come tutti i crash test, ci permette di lavorare laddove si sono riscontrate problematiche. Ma non è stata eccessivamente negativa questa prestazione? Certo che si. Proprio per questo possiamo tirare un sospiro di sollievo e pensare positivo per il futuro: il brutto era troppo brutto per essere vero. Il brutto era troppo brutto per aver fatto sparire del tutto il bello visto finora.

A questo punto di solito parliamo dei singoli e nella Juve c’è davvero poco da dire, pessimi tutti con menzioni particolari per Danilo (fortuna che c’era Dalbert dal suo lato se no sarebbe stata una strage di innocenti) e Matuidi (ha retto quasi da solo il centrocampo in quantità, ma ha dato zero in qualità. Sono sempre più convinto che se vogliamo fare un salto di qualità su quel lato dobbiamo mettere un centrocampista che abbia piedi diversi, Rabiot, Ramsey. Cristiano da quel lato non aveva con chi dialogare doveva fare sempre tutto da solo, ma senza avere le energie per farlo). 

Su due giocatori voglio soffermarmi di più:

De Ligt: è vero ha sbagliato spesso negli automatismi della difesa a zona, ma questo è un problema che si risolve col tempo. Quello che veramente mi ha colpito in positivo è stato il suo ritrovato interventismo, quell’energia e quel tempismo che gli sono propri. Col Napoli accompagnava tutti e interveniva su nessuno, con la Viola entrava spesso a tempo e bene e facendo fallo (vedi l’ammonizione) se serviva. Si vedono le prime luci dell’alba.

Bernardeschi: Qui ci troviamo di fronte ad un assassinio. Qualcuno dopo Juventus-Atletico 3-0 lo ha ucciso. Da allora vediamo un fantasma che infesta i campi di calcio. Non attacca con la qualità di Costa? Ci sta. Arretra sempre palla al piede quando la riceve? Odioso. Fa sempre le scelte sbagliate? Ormai è abitudine. Quello che non si sopporta però è che non aiuti nemmeno in fase difensiva. Danilo è stato pessimo, è vero, ma col Napoli aveva Costa che rientrava quasi a fare lui il terzino. Bernardeschi invece non solo non tornava, ma sembrava quasi farlo apposta, con dolo. Lasciatelo in tribuna se in allenamento è questo. Non aprite-gli quella porta.

Per chiudere una menzione su un giocatore della Fiorentina: sarebbe facile parlare di Ribery, ma mi riferisco a Castrovilli. Un giocatore che vorrei vedere a tinte bianconere e questo dice tanto su quanta bontà ci sia in questo giocatore (ed esprimo un giudizio non frutto di una sola partita, ma dopo averlo visto in tutte le sue performance da inizio campionato). Se inizierà a segnare qualche gol per prenderlo occorrerà pagare fiumi di euro.

La Vecchia Signora sabato ha indossato un brutto vestito, sia in termini allegorici che reali (quel biancorosso mi risultava inguardabile in campo) è vero. Occorre però ricordare che una signora non si giudica mai dal suo abito, ma dai suoi occhi. Quegli occhi vanno guardati, ci si deve specchiare e ti devono entrare dentro. Non puoi soffermarti a farlo per un solo momento, come lo sarebbe giudicare una singola partita. Lo devi fare a lungo, con sincerità e amore. Occorre farlo Fino Alla Fine.

di Gaethanos

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