Paura e delirio all’Atleti Azzurri

L'esultanza dei ragazzi dopo il gol di Higuain

Le considerazioni a caldo, nel post partita di Atalanta – Juventus

Se è vero che vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta, allora può considerarsi la quattordicesima missione compiuta della stagione. Se è vero, però, che il motto di Maurizio Sarri sia il raggiungimento della vittoria tramite un’espressione di gioco volta a praticare un calcio convincente e, per l’appunto vincente, allora un ulteriore “non ci siamo” può essere la frase che rimbomba ancora nella mente dei tifosi della Juventus, e chissà, anche in quella degli addetti ai lavori. 

La vittoria, questa volta non di misura, per 3-1 in territorio bergamasco, non può non rappresentare la Juventus dell’ultimo mese: confusionaria, meno intraprendente dal punto di vista fisico e soprattutto tattico -come se tutto il buono visto nei primi due mesi si stesse pian piano sgretolando partita dopo partita-, ma vincente grazie ai cambi e, come oggi, al talento dei singoli. Nonostante ciò, anche la barriera in difesa delle scelte del mister, pian piano subisce duri colpi volti a demolirla. Pare sia piuttosto chiaro che non gli si possa recriminare il mancato arrivo del tanto desiderato Sarriball ammirato all’ombra del Vesuvio, d’altronde Matuidi non è Hamsik, e Khedira, oltre a non essere più il vecchio Khedira, non è nemmeno Allan.  

Non si può pretendere che una Ferrari garantisca le prestazioni da Ferrari, se il motore all’interno della carrozzeria è quello di una Fiat. Tuttavia, non si può non pretendere di vedere un qualcosa di diverso, perché qualsiasi corda a furia di tirarla è destinata a spezzarsi. Vista la situazione, non si può pensare di non valorizzare le risorse di cui questa squadra usufruisce: Emre Can, Bentancur e Ramsey, i quali oggi hanno dato segnali sicuramente positivi, a discapito di un Sami Khedira alle corde, di un Matuidi preservato per la Champions pur essendo reduce da uscite poco brillanti, e di un Federico Bernardeschi ormai perso, che dall’inizio della stagione non riesce a farne una giusta. 

Paura e deliro all’Atleti Azzurri, in richiamo al film del 1998 di Terry Gilliam, è un titolo che richiama alla perfezione l’andamento della partita odierna. Salvata dalla traversa sul rigore di Barrow, per poi andare sotto con la rete di Gosens, la Juventus porta a casa una vittoria clamorosa, raggiunta con la doppietta di Gonzalo Higuain e con la perla di un Dybala letteralmente dominante. Oltre ai fuochi d’artificio del tandem argentino, non passa inosservata la prestazione di Matthijs de Ligt. Il difensore olandese si è rivelato un muro invalicabile, sempre al posto giusto al momento giusto, bravissimo in fase d’impostazione, cruciale nella chiusura delle insidie avversarie. Il muro che tutti si aspettano di vedere. Nonostante lo scetticismo generale, la partita di Mattia De Sciglio in qualità di vice Alex Sandro è stata ottima in fase difensiva, con un Hateboer contenuto in maniera ineccepibile lungo la fascia. L’ingresso di Ramsey per un Bernardeschi disastroso e costretto al cambio per problemi fisici, al 26’ del primo tempo, ha concesso una maggior possibilità di palleggio e costruzione nelle zone basse del terreno di gioco. Mentre Douglas Costa, seppur meno devastante e meno spacca-partite del solito, è la miccia che accende la partita della Juve e mette in seria apprensione la difesa della Dea. 

Molti aspetti negativi, dalle prestazioni disastrose di Khedira e Bernardeschi, passando per l’ennesimo acciacco fisico di Douglas Costa, il quale, come dichiarato nel post-partita da mister Sarri, ha riscontrato un nuovo problema agli adduttori. Non mancano, però, le considerazioni positive, dai campioni che vincono le partite alle risorse che dimostrano di essere meritevoli di un maggior minutaggio. Il messaggio è stato inviato, le conclusioni finali stanno a Maurizio Sarri e alla dirigenza, perché la Juventus ha assolutamente bisogno di un qualcosa di più a centrocampo.

di Giacomo Chiarandà

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