Centrocampo 2020/21. Trovare la quadra e cancellare Berlino

Paul Pogba con la maglia della Juventus

Dopo aver parlato nelle scorse settimane dell’attacco e della difesa per la prossima stagione, oggi è arrivato il momento di trattare l’argomento centrocampo, sicuramente il reparto più discusso da tifosi ed addetti ai lavori. Escludendo giocatori che non hanno certamente lasciato il segno come Hernanes, Rincon e Lemina per citarne solo alcuni, andremo a riepilogare il percorso dei centrocampisti attualmente presenti in rosa cercando di capire quanti di loro sono futuribili e quali invece, hanno esaurito il loro percorso con la Vecchia Signora.

È parere diffuso che il centrocampo più performante degli ultimi anni, è stato quello che contribuì in modo determinante al raggiungimento della finale di Champions League nel 2015 a Berlino. Un Pirlo che inventava calcio, lo straripante Vidal, un Pogba ormai consacratosi come stella di prima grandezza ed il Principino al top, formavano probabilmente la mediana più forte d’Europa. Le partenze del Maestro che scelse di chiudere la carriera in M.L.S. e di Re Arturo, più per una vita fuori dal campo non irreprensibile che per motivazioni tecniche, tolsero certezze alla squadra, che l’arrivo di Sami Khedira a parametro zero dal Real Madrid, è riuscito solo in minima parte a nascondere. Come se non bastasse, il 17 Aprile 2016, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro accusata da Marchisio in conseguenza di uno scontro di gioco con il palermitano Vazquez, privò i bianconeri di un altro elemento imprescindibile del centrocampo, mettendo fine, di fatto, alla carriera ad alti livelli del Principino. L’estate del 2016 nonostante l’arrivo di Miralem Pjanic, vide la partenza anche dell’ultimo dei fantastici 4, quando Pogba scelse di tornare al Man.Utd e che ancora oggi rappresenta un rimpianto per la stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri oltre al desiderio neanche troppo celato di vederlo tornare.

Dalla stagione 2016/17, la Juventus non è più riuscita a schierare un centrocampo di valore assoluto, nonostante l’arrivo di giocatori di indubbio spessore come Rodrigo Bentancur, Blaise Matuidi, Emre Can e nell’ultima finestra di mercato, Aaron Ramsey ed Adrien Rabiot. Mai come in quest’annata, pur non potendo contare su di un vero e proprio top player, i bianconeri sembrano avere uno dei reparti più completi e meglio assortiti degli ultimi anni. Ciò nonostante fin ora Sarri sta avendo non poche difficoltà ad identificare tre titolari fissi se si esclude l’inamovibile Pjanic. Ad inizio anno, ha stupito e non poco la titolarità di Matuidi e Khedira passati dall’essere considerati alla stregua di scarti, ad avere un ruolo fondamentale nel processo di Sarrizzazione dei bianconeri. Se da un lato è comprensibile che il mister si sia affidato al usato sicuro, dall’altro sorgono dubbi e perplessità, soprattutto in prospettiva futura su quello che potrà essere l’assetto definitivo del centrocampo per il prosieguo della stagione, base di partenza fondamentale per le future valutazioni di mercato della società. Ad oggi il giocatore che è riuscito più di altri a gettare le basi per un futuro luminoso in bianconero è sicuramente Rodrigo Bentancur. L’uruguaiano, dopo un primo anno di apprendistato e la scorsa stagione dove soprattutto nella prima parte si era conquistato la titolarità del posto, quest’anno è tra i migliori del reparto e anche a causa dell’ennesimo infortunio di Khedira, sembra ormai aver conquistato il posto da titolare come mezz’ala destra. Nello stesso ruolo in realtà, molti avevano pronosticato l’inamovibilità di Emre Can che invece, sembra essere ai margini del progetto. Le prove non esaltanti contro Lecce, Sassuolo ed in particolare contro la Lazio, le esclusioni con l’Udinese e Sampdoria unitamente alle dichiarazioni di Sarri che di recente ha messo in dubbio anche la personalità del giocatore, sembrano aver chiuso inesorabilmente le porte al centrocampista tedesco che almeno finora, appare completamente incapace di eseguire i compiti richiesti dal mister, soprattutto senza un esterno destro d’attacco che in fase di non possesso, vada a limitare la zona di campo da coprire dalla mezz’ala. Un dato abbastanza emblematico, spiega la scarsa considerazione del mister nei confronti del 23 bianconero. Con lui in campo, la Juve ha subito 8 reti in 3 partite di serie A, senza di lui, lo stesso numero di Goal ma in 14 match. sembra evidente dunque, pur riconoscendo al centrocampista di Francoforte, indubbie qualità fisiche, gli evidenti limiti tattici, gli precludono di fatto l’inserimento all’interno di un contesto dove tutti devono muoversi con una sincronia perfetta per eseguire i dettami dell’allenatore.

Tornando ai due ultimi acquisti, pronosticare ciò che potrà essere del loro percorso in bianconero, è davvero arduo. Aaron Ramsey, indicato da molti come potenziale titolare sulla trequarti, non sta trovando spazio causa i ripetuti problemi che, dopo l’infortunio patito nella gara valida per il ritorno dei quarti di finale di Europa League della scorsa stagione con la maglia dell’Arsenal, ne stanno condizionando il rendimento sia nel finale della sua avventura con i Gunners che in questo inizio di stagione. Discorso analogo anche per Adrien Rabiot che nell’ultima stagione al P.S.G. non ha mai giocato a causa di contrasti con la società parigina e che fatica a entrare in condizione nonostante le buone indicazioni nel secondo tempo di Leverkusen, con l’Udinese e nell’ultima trasferta di Marassi. È auspicabile che proprio questi due giocatori, possano nel breve risolvere i rispettivi problemi in quanto sembrano essere estremamente funzionali al gioco di Sarri, Rabiot in particolare rispetto a Matuidi, pur pagando un minore dinamismo sembra poter far fare un decisivo salto di qualità al centrocampo della Juventus, garantendo una capacità di palleggio non comune unita ha buone doti in fase di non possesso in interdizione. Sul ragazzo però pesano le dichiarazioni del mister che ha parlato di un carattere introverso che potrebbe rallentare l’ambientamento del giocatore. Anche Ramsey sembra potersi ritagliare un ruolo importante sempre che il Gallese, riesca finalmente a trovare una condizione fisica accettabile che gli possa garantire un minimo di continuità di rendimento, soprattutto considerando voci di corridoio che parlano di un giocatore che avrebbe espresso chiaramente il suo malcontento sull’opportunità di essere schierato alle spalle degli attaccanti, preferendo come del resto ha sempre giocato sia in nazionale che nell’Arsenal, il ruolo di mezz’ala sinistra, ruolo che necessita di una condizione al top.

Tralasciando le condizioni fisiche di gran parte dei centrocampisti, nonostante la polivalenza di alcuni giocatori il limite sembra essere proprio la mancanza di un paio di specialisti, un giocatore capace di unire dinamismo, potenza fisica e tecnica, oltre ad un alterego di Pjanic, un regista puro che possa permettere al pianista bosniaco di rifiatare ed allo stesso tempo, apprendere da uno dei massimi interpreti del ruolo. Non a caso, prima ancora che abbia inizio il mercato di riparazione di gennaio, già cominciano a circolare nomi più o meno validi da aggiungere da subito o magari da giugno. molto dipenderà da ciò che dirà il resto della stagione oltre alle valutazioni che andranno fatte su quei giocatori in scadenza di contratto come Matuidi che qualora dovesse salutare, potrebbe lasciare spazio proprio a Ramsey e Rabiot, o magari al sopracitato clamoroso ritorno di Pogba. Anche la posizione di Khedira nonostante il contratto scada a giugno 2021 dovrà essere soppesata dalla Juventus soprattutto in considerazione dei ripetuti ed apparentemente irrisolvibili guai fisici che ne hanno pesantemente limitato l’impiego. Concludendo, un dettaglio da non trascurare è che se volessimo ipotizzare quali e quanti dei centrocampisti attualmente a disposizione possano considerarsi sicuri della riconferma il prossimo anno, il cerchio si stringerebbe a soli due elementi, Miralem Pjanic e Rodrigo Bentancur. Come già detto, c’è più di metà stagione per modificare questo aspetto preoccupante ma se così non sarà, la società dovrà intervenire in modo importante sul mercato onde evitare di trascinarsi ancora una volta dei pericolosissimi equivoci tattici e conclamate criticità fisiche.

A cura di Stefano De Ponte

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