Maurizio Sarri, 6 mesi dopo

Dite la verità! Quanti di voi il 16 Giugno 2019 quando il crisma dell’ufficialità ha confermato ciò che tutti sapevano, ha accolto la notizia con entusiasmo e senza la minima perplessità?

Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Juventus

Questo il titolo che dalle 15:00 campeggiava nell’home page del sito ufficiale della Vecchia Signora che a mio parere non si è limitata ad annunciare solamente il nome della nuova guida tecnica ma di fatto, ha dato il via ad una svolta epocale. in quel momento, mentre leggevo il comunicato, il pensiero è volato ad una serata di poco meno di 8 anni prima quando l’8 Settembre 2011, durante l’inaugurazione dello Stadium, Giampiero Boniperti ricordava a tutti che per la Juventus, vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta.
Cosa c’entra Maurizio Sarri con la Juventus?
Cosa c’entra un allenatore che se escludiamo l’Europa League vinta la scorsa stagione, in carriera non ha mai ottenuto grandi risultati?
Cosa c’entra un uomo la cui immagine non si confà ai rigidi canoni sabaudi?
Cosa c’entra un allenatore che dopo 5 anni nei quali i bianconeri sono stati guidati probabilmente dallo stereotipo perfetto dell’uomo Juventus, ne prende il posto e soprattutto, ne eredita il pesantissimo percorso fatto quasi esclusivamente di vittorie in pieno stile Juve?

Queste domande unite al senso di smarrimento per la novità, per la rivoluzione, per il deciso cambio di rotta scelto dalla società che decise di cambiare affinché nulla cambi. Una scelta che mai come in questa occasione ha stravolto il proprio credo, i propri principi ed il DNA stesso, mettendo sempre e comunque la vittoria davanti a tutto ma volendo conquistarla attraverso le idee tattiche e non solo grazie al pragmatismo. Personalmente non avevo ne risposte ne entusiasmo, ma un bel po’ di perplessità di cui sopra.

Già dalle prime partite però, i dubbi dei più, hanno iniziato a dirimersi neanche troppo lentamente in realtà. Quegli straordinari 60′ contro il Napoli e la trasferta al Wanda Metropolitano, ci hanno regalato una Juve dominante, che scende in campo con il preciso intento di far capire da subito Chi è più forte attraverso un’idea tattica ben definita, che sfrutta l’enorme potenziale tecnico a disposizione. Oltre a questo, Sarri ha stupito tutti cercando di cambiare la Juventus senza però farle perdere una delle peculiarità più radicate, la capacità di portare a casa quelle partite dove a causa di motivi diversi, non si riesce a prevalere con la tecnica ma vincendo di inerzia ed un pizzico di fortuna. proprio queste partite che hanno fatto storcere il naso agli esteti del calcio, sono state fin qui fondamentali permettendo alla Juventus di incamerare un cospicuo numero di punti, utili a mantenere la testa della classifica in serie A.

Uno dei limiti che, almeno in termini di fama, ha sempre accompagnato Maurizio Sarri, è quello di non essere un allenatore da grande squadra probabilmente in considerazione della gestione di una rosa così ampia come quella della Juventus. Anche sotto questo punto di vista, l’allenatore bianconero è inattaccabile. La gestione pressoché perfetta del caso Ronaldo, la capacità di trasformare alcuni problemi via via occorsi fino ad oggi in opportunità e valori aggiunti per la squadra, i cambi in corso d’opera, molto spesso rivelatisi decisivi ai fini del risultato, per conferma, chiedere al Lokomotiv Mosca, lungimiranza e tempismo nel capire quando gettare nella mischia giocatori apparentemente un po’ defilati, sono solo alcuni dei meriti che oggi è impossibile non riconoscere all’allenatore toscano.

Anche dal punto di vista della comunicazione, il comandante sembra essere tutt’altra persona rispetto al personaggio decisamente sopra le righe che abbiamo imparato a conoscere ai tempi di Napoli. Mai una dichiarazione fuori posto, se si escludono quelle rilasciate nel post partita di Riyad, un comportamento inappropriato o un atteggiamento sbagliato, ma sempre impeccabile e pacato, pur con le peculiarità di un uomo verace, non si può dire che non si sia integrato al meglio nel mondo Juve. Anche i giocatori hanno a più riprese manifestato la loro soddisfazione per il nuovo corso rilasciando interviste dove hanno rimarcato che la squadra ora si diverte di più, non solo in partita ma anche in allenamento. Un altro merito di Sarri è stato senza dubbio quello di rivalutare giocatori che per motivi diversi sembravano essere in fase calante come De Sciglio, Alex Sandro e Matuidi per citarne solo alcuni e senza dimenticare gli straordinari Paulo Dybala e Gonzalo Higuain. Proprio il Pipa e la Joya, sono di gran lunga, i giocatori che più degli altri hanno giovato del nuovo corso bianconero. Dybala finalmente uomo squadra oltre che efficace in zona realizzativa, in questo inizio di stagione, è decisivo come forse mai prima d’ora. Higuain, dopo avere rifiutato ogni possibile destinazione, si è preso la Juventus con prestazioni da vero e proprio leader.

E dire che le difficoltà non sono mancate, la prima quando il ritiro precampionato è stato spaccato in due dall’International Champions Cup che pur garantendo al club un compenso importante, ha impedito all’allenatore di lavorare con continuità e soprattutto quando lo stesso Sarri apparso già in non buone condizioni durante la tradizionale partita amichevole di Villar Perosa, è stato colpito dalla polmonite. Anche sul campo i problemi non sono stati pochi, l’infortunio di Chiellini, i continui stop di Ramsey e Douglas Costa, il già citato calo di rendimento di Ronaldo. Tutte situazioni brillantemente superate dal mister che ha saputo trovare soluzioni tattiche e di formazione che non hanno fatto pagare dazio alla squadra.

Diretta conseguenza di questi primi 6 mesi molto positivi, c’è stata in termini di risultati che non sono mai mancati, finale di Supercoppa a parte ed escludendo qualche fisiologico passaggio a vuoto in campionato in particolare nelle gare post Champions League che non hanno comunque pregiudicato la conquista da parte della Juventus della vetta della classifica a due partite dalla fine del girone d’andata. Ancor più positivo, il percorso europeo fatto di 5 vittorie ed un solo pareggio per la squadra bianconera che ha avuto la forza di vincere il proprio girone conquistando la matematica qualificazione con ben due turni d’anticipo stabilendo oltretutto il record di punti eguagliando la Juventus di Lippi della stagione 1996/97 e quella di Capello nella stagione 2004/05.

Proprio la mancata conquista della Supercoppa italiana, è l’unico neo del primo Sarri bianconero. una partita giocata oggettivamente male dalla Juventus che per stessa ammissione del suo allenatore è arrivata all’appuntamento in terra saudita scarica sia fisicamente che mentalmente. la seconda sconfitta consecutiva in due settimane contro l’ottima Lazio di Simone Inzaghi, fa male ma sarebbe ingeneroso da parte di tifosi ed addetti ai lavori, giudicare questo inizio di stagione prendendo come unico dato, la sconfitta di Riyad.

Bypassando l’onda emotiva dell’ultima partita, rimane un bilancio abbastanza positivo di questi primi sei mesi del nuovo corso, un nuovo corso che pur nelle difficoltà di un cambio così radicale, ha già mostrato sprazzi di bel gioco e che, una volta risolti quei fisiologici problemi di apprendimento dei nuovi dettami Sarriani, farà divertire e non poco i tifosi della Vecchia Signora.

Di Stefano De Ponte

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: