LE INTERVISTE ESCLUSIVE DI JUV&ME… GRAZIANO CARUGO CAMPI

Abbiamo intervistato Graziano Campi, giornalista e opinionista che spesso è critico verso i club di serie A (inclusa la Juventus) circa il modo in cui è condotto il calciomercato dal punto di vista dei bilanci. 

Ciao Graziano, prima di tutto perché brontola sempre contro la Juve? 

(Ride ndr) Diciamo che c’è un fraintendimento di fondo: io brontolo contro tutte le squadre di calcio e il loro modo di fare mercato, dal punto di vista dei bilanci. Se non usassi lo stesso metro di giudizio contro la Juventus, sarei un tifoso e non un giornalista… 

Ma la Juve si è sempre distinta per trasparenza solidità dei suoi bilanci… 

In passato sì. Quando Antonio Giraudo parlava di doping amministrativo (alterare i risultati sportivi facendo ricorso ad artifici contabili che permettevano di aggirare i regolamenti), la Juventus era un modello di serietà.

E oggi la Juventus come sta operando

Oggi la Juventus non sta facendo nulla di illecito, ma questo perché per non punire in passato chi “sgarrava”, si è scelto di allentare controlli e vincoli, rendendo possibili operazioni che sono formalmente ineccepibili ma che danneggiano la continuità aziendale. 

Parla delle plusvalenze? 

Non solo, ma limitandoci a questo argomento, perché ho soltanto quattro ore di tempo, posso dire che le plusvalenze fittizie sono un problema e le considero una forma di doping amministrativo che oggi è diventata prassi, dopo che in passato si è pensato bene di chiudere tutte e due gli occhi di fronte a violazioni palesi. 

Cosa intende per plusvalenza fittizia? 

La plusvalenza è fittizia quando due società mettono a bilancio uno scambio di giocatori i cui valori sono “lordi” e non “netti”. Mi spiego meglio: se i nostri datori di lavoro decidessero di scambiarci alla pari, valutandoci 100 milioni di euro ciascuno, potrebbero mettere a bilancio 100 milioni di plusvalenza (ricavo), che poi andrebbero a scontare negli anni successivi sotto forma di ammortamento (costo). E’ chiaro che col passare degli anni plusvalenza e ammortamento si annulleranno a vicenda, ma nella realtà non è mai esistito alcun costo né alcun ricavo, né alcun passaggio di denaro. Eppure davanti ai revisori, apparirebbero al primo anno due società ricchissime (100 milioni di ricavi). A conti fatti, il valore lordo (100 milioni) è fittizio rispetto a quello netto (0 euro) che è reale. 

Ma lo fanno tutte le aziende… 

Lo fanno tutte le aziende che non sono sane ma, a prescindere, quello che è concesso alle aziende normali, non può essere concesso alle aziende che praticano l’attività sportiva che, al contrario delle aziende classiche devono sottostare anche a logiche di sportività e leale concorrenza.

Eppure è una prassi consolidata…

Nella vita l’onestà non è dettata da quello che fanno tutti, ma dai valori morali di una persona. Avere la forza di non fare quello che fanno tutti, quando è ritenuto ingiusto, è uno dei più alti valori morali che esistano. 

E quindi cosa bisognerebbe fare? 

E’ impensabile che il cambiamento arrivi da imprenditori abituati a ragionare da imprenditori, ovvero a ragionare per il bene della propria azienda e non per quello dell’intero sistema: in Italia questo non succede nel calcio da decenni ormai… Ognuno tira acqua al suo mulino e il sistema calcio è diviso su ogni riforma che oggi sarebbe necessaria. Serve una guida forte che cominci a fare trasparenza sui bilanci e a vietare tutti quegli espedienti che falsano a livello economico il campionato… 

Faccia un esempio… 

Te ne faccio tre: il primo è senz’altro quello di impedire le valutazioni gonfiate dei calciatori 

Ma il valore di un calciatore è sempre aleatorio… 

Proprio per questo bisogna trovare parametri netti, vigilare e strutturare un regolamento serio… 

E poi? 

Rivedere il sistema del famoso spalmadebiti, che di fatto doveva essere una soluzione transitoria per salvare chi aveva fatto plusvalenze falsi a fine anni ’90, ma che oggi è diventata la regola… Il calcio macina miliardi e non deve avere agevolazioni fiscali, comprese quelle che permettono di pagare meno tasse sugli stipendi dei calciatori che arrivano dall’estero. 

E il terzo esempio? 

Beh impedire alle società di anticipare a bilancio operazioni di mercato che vengono ratificate successivamente. Troppe società effettuano cessioni nei mesi di febbraio, marzo e aprile, che però avranno effetto a partire dal mercato di luglio: non puoi mettere a bilancio quei ricavi nell’anno precedente, perché di fatto tu godi ancora dei giocatori tesserati per la tua squadra in campo, e al tempo stesso dei benefici della loro cessione futura nei bilanci. Se non è doping amministrativo questo, non so cosa possa esserlo. Il paradosso è che potrei comprare calciatori per 1 miliardo di euro, violare tutti i paletti del fair play finanziario, vincere tutto, e poi far figurare che ho venduto tutti questi calciatori prima della fine dell’anno, rientrando nei paletti del fair play finanziario. 

In sostanza proponi una riforma delle norme che regolano la vita economica delle società sportive… Assolutamente. Anche se per arrivarci non si può non passare da una riforma ben più importante… 

Ovvero? 

Occorre una FIGC forte, indipendente e slegata dalle logiche politiche dei club. Si urla sempre che lo sport deve essere indipendente dalla politica dei partiti e dei governi, ma poi lo si lascia in balia della politica dei presidenti, delle associazioni e delle Leghe che lo compongono. Meglio avere un manager scelto “da fuori” ma competente, che un manager che è frutto della guerra tra fazioni, più impegnato a difendersi dagli attacchi e a mantenere la poltrona che a fare le riforme di cui il nostro calcio ha bisogno… 

Ci faccia un nome per salvare il calcio italiano… 

Probabilmente ci vorrebbe un Santo… (ride ndr) 

Grazie mille, Graziano Campi, e a presto… 

Vi ringrazio dello spazio e mando un saluto affettuoso a tutti i lettori di Juv&me.

Ringraziamo il signor Graziano augurandogli un 2020 felice e pieno di successi.

Di Urban Gorjan

#FinoAllaFine

#LiveAhead

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