Il momento decisivo

Cristiano Ronaldo bacia il pallone prima di calciare il rigore contro la Fiorentina

TUTTO O NIENTE.

Ci sono momenti all’interno di una stagione dove l’importanza di una partita o di un ciclo di partite si percepisce ovunque, nell’aria, sui giornali e nelle dichiarazioni dei protagonisti. dopo la bruttissima serata in quel di Napoli, serviva una risposta sia in termini di risultati che anche a livello di prestazione e sebbene, la gara contro la Fiorentina di domenica scorsa abbia fatto storcere il naso a qualcuno, i tre punti sono arrivati e dando uno sguardo al calendario, è evidente come il mese e mezzo o poco meno che attende gli uomini di Maurizio Sarri, dirà molto se non tutto sull’esito della stagione 2019/20 della Juventus.

Cominciando da Sabato a Verona e finendo il 17 Marzo in casa contro il Lione, in dieci partite la Juventus si gioca tutto, una doppia semifinale di Coppa Italia contro il rinato Milan di Zlatan Ibrahimovic, lo scontro diretto contro l’Inter del primo Marzo che nonostante la terribile Lazio di Simone Inzaghi che almeno in campionato non perde un colpo, sembra essere ancora la rivale più accreditata a contendere ai bianconeri il nono scudetto consecutivo senza dimenticare ovviamente, gli ottavi di Champions League contro i transalpini allenati da Rudi Garcia, il tutto inframezzato da 5 partite di serie A contro Verona, Brescia, Spal, Lecce e Bologna.

Ma come arriva la Juventus a questo fondamentale periodo della stagione?

Cominciamo col dire che tutti coloro che si aspettavano, se non addirittura davano per scontato, l’intervento della società sul mercato di riparazione di gennaio, sono rimasti a bocca asciutta, la Juventus infatti ha deciso di sfoltire la rosa privandosi di quei giocatori che per motivi diversi non rientravano più nel progetto tattico di Sarri. Mario Mandzukic salutato senza neanche troppi complimenti così come Emre Can, ceduto in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di certe condizioni al Borussia Dortmund, sono trattative che da un lato hanno permesso alla società di Andrea Agnelli di abbassare il monte ingaggi, dall’altro se tutto andrà secondo i piani, di portare a bilancio una preziosissima plusvalenza utile magari a non ritrovarsi quest’estate nella costrizione di dover cedere giocatori importanti per far quadrare i conti.
Diverso il discorso riguardante Mattia Perin e Marko Pjaca per i quali si è scelta la strada della cessione in prestito per rilanciare due carriere che per vari motivi non hanno rispettato le aspettative e per non dilapidare un patrimonio sia economico che tecnico.

L’acquisto di Dejan Kulusevski, uno dei talenti più promettenti di questo campionato, non sposta gli equilibri nel prosieguo della stagione in corso e se aggiungiamo le classiche trattative di contorno che vedono coinvolti giovani non ancora pronti a scendere in campo in prima squadra, sembra proprio che si dovrà fare di necessità virtù, tentando di recuperare giocatori finiti ai margini ma che ancora possono dire la loro. Fondamentali in tal senso i recuperi di Giorgio Chiellini che prenderà il posto dell’infortunato Merih Demiral in lista Champions e di Sami Khedira che se non offre garanzie fisiche a lungo termine, potrebbe ritagliarsi un ruolo importante nel finale di stagione costituendo una valida alternativa all’inamovibile Bentancur in particolare nelle notti di Champions League dove l’enorme esperienza del centrocampista tedesco potrebbe essere davvero determinante magari in qualche spezzone di partita dove la palla come si suol dire comincia a scottare. Anche Douglas Costa ed Aaron Ramsey dovranno trovare continuità di rendimento ed in particolare l’esterno brasiliano per stessa ammissione di Sarri, potrebbe rappresentare l’arma in più dei bianconeri per dare imprevedibilità ed equilibrio al 4-3-3.

Tornando ai prossimi impegni che attendono la Juventus, sarà fondamentale non ricadere nell’errore più ricorrente di questa prima parte abbondante di stagione. Perdere punti contro le squadre sulla carta più deboli, potrebbe essere letale nella corsa scudetto mentre al contrario, infilando un numero importante di vittorie consecutive, le avversarie cominceranno a sentire l’inevitabile pressione di una squadra che non sempre quest’anno, è riuscita a dimostrare di essere senza ombra di dubbio ancora la più forte. Fondamentale anche la rotazione degli interpreti utile a prevenire per quanto possibile infortuni da sovraccarico ed anche e soprattutto, per avere più uomini possibile in una condizione accettabile.

Con un Cristiano Ronaldo in versione Divina che nell’ultima gara contro i viola ha tagliato il mostruoso traguardo delle 50 reti in 70 partite eguagliando anche un certo David Trezeguet per numero di gare consecutive in Serie A, le premesse sono positive, considerando che nella doppia sfida contro Milan e Lione ed in particolare nella gara interna contro l’Inter, le motivazioni sono implicite data l’importanza dell’appuntamento. Proprio il grande Re David ci ha tenuto a complimentarsi personalmente con CR7 attraverso un post sul suo profilo ufficiale di Instagram.

Come in un torneo di Texas hold’em è giunto il momento di giocarsi il tutto per tutto sbaragliando la concorrenza.

All in… all or nothing.

Di Stefano De Ponte

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