Ben tornato Capitano

Giorgio Chiellini

Il ritorno di Re Giorgio

Ci sono giocatori che all’interno di una squadra di calcio, hanno un’importanza che trascende l’aspetto tecnico, giocatori che incarnano e fanno loro una maglia quasi fosse una seconda pelle, giocatori che sanno farsi sentire quando le cose non girano nel verso giusto e che sanno lasciare le luci della ribalta ai compagni quando la loro squadra di appartenenza, vince una partita, conquista un trofeo o porta a termine un’impresa. Quando questi giocatori sono riconosciuti a livello globale come uno dei migliori interpreti del loro ruolo, è facile capire come il ritorno di Giorgio Chiellini, sia molto di più di un semplice recupero di un giocatore a lungo assente per infortunio.

La Signora ha ritrovato il suo capitano, l’unico e l’ultimo rimasto ad aver contribuito a tutti gli otto scudetti consecutivi.

Lui c’era a Trieste nel 2012 quando la Juventus, dopo anni bui, iniziava a riprendersi ciò che le era stato ignobilmente ed ingiustamente sottratto. Lui c’era nel 2014 al fianco di Massimiliano Allegri in uno dei momenti più particolari degli ultimi anni. Lui c’era l’anno successivo, quando una delle peggiori partenze in campionato della Juventus, aveva rischiato di interrompere una striscia di vittorie leggendaria che è ancora in auge. Lui c’era nelle indimenticabili cavalcate europee così come, nelle cocenti mancate rimonte, nei trionfi e nelle sconfitte di questi ultimi anni incarnando forse più di ogni altro, il senso di appartenenza alla maglia bianconera.

Secondo tempo di Juventus Brescia, Giorgione si alza dalla panchina, si toglie la tuta, si avvicina a Sarri e gli chiede:
“Mister, quanto manca?”

Troppo forte la voglia di scendere in campo, troppo forte il bisogno di stare in mezzo ai suoi compagni, impossibile attendere ancora, impossibile rinunciare al boato della sua gente, troppo forte l’esigenza di testarsi, saggiare il proprio corpo che tante volte lo ha tradito in passato, troppo di tutto e per tutto quanto accaduto negli ultimi sei mesi.
Un nuovo corso tecnico inaugurato in un caldo pomeriggio di fine Agosto a Parma, dove proprio lui, chi sennò, a segnare il gol che ha inaugurato la stagione bianconera, un messaggio al suo nuovo allenatore, per ribadire che King Kong c’è.

Il terribile infortunio, la visita al J Medical, l’esito, i tempi di recupero e la lunga riabilitazione.

Juventus Napoli, un giocatore normale non sarebbe allo Stadium, ma Giorgio non è un giocatore normale, lui non può lasciare soli i suoi compagni, lui non può non stare vicino alla sua Signora, lui non può mancare al primo appuntamento importante della stagione.
Lui che a fine partita in stampelle andrà a consolare Kalidou Koulibaly, degno avversario di tante battaglie autore dello sfortunato autogol che poi si rivelerà decisivo ai fini del risultato. No, un capitano non poteva proprio mancare per la squadra ed in particolare per Matthijs de Ligt, investito dall’oggi al domani della più pesante delle eredità tecniche.

In campionato la squadra vince senza mai convincere del tutto, in Champions League, domina il suo girone e strappa il pass da prima per gli ottavi di finale.

Riyad 22 Dicembre 2019, c’è il primo trofeo stagionale da conquistare, la Supercoppa italiana contro la Lazio, Giorgio non può giocare ma non rinuncia a seguire la squadra in Arabia Saudita, sarà disfatta.

Inizio 2020, la Juve riparte bene in campionato, conquista la semifinale di Coppa Italia ma cade rovinosamente a Napoli prima e Verona poi, la gara contro il Milan nella coppa nazionale non entusiasma, ora basta, ora non si può più aspettare, ora La Juventus ha bisogno del suo capitano che come un cecchino armato solo di pazienza, sangue freddo e fucile, attende il momento opportuno, l’obiettivo è chiaro, cerchiato in rosso sul calendario, primo Marzo, semplicemente, la partita delle partite, immancabile per uno juventino vero, imprescindibile per chi vuole ancora una volta dimostrare Chi è il più forte, lui non vuole e non può non scendere in campo per un evento che va oltre la semplice importanza sportiva è di classifica. Contro quella squadra lì, allenata proprio da quel signore lì, Giorgio non può davvero mancare, perché questo campionato non è come gli ultimi vinti dalla Juventus, questo campionato per i tifosi è speciale, sentito come forse mai prima d’ora..

Già per gli Juventini che proprio non vogliono cedere il passo proprio quest’anno, quei tifosi per i quali Giorgio Chiellini rappresenta l’emblema, un condottiero, un guerriero incrollabile, il simbolo e la guida di questa Juventus che ha saputo fare a meno del suo capitano ma che ora finalmente può riabbracciarlo e sapere che li, al centro della difesa c’è molto più di un giocatore, c’è un muro invalicabile, finalmente pronto a riprendersi il suo regno, il regno di Re Giorgio.

Di Stefano De Ponte

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