Lione – Juventus, l’Analisi Tattica di GaeThanos

Cristiano Ronaldo con le mani sul volto dopo il rigore non concesso

Trovare motivi di ottimismo nella gara di Lione è impresa davvero ardua così come analizzare la prestazione dei bianconeri dal punto di vista tattico.

In una gara del genere è evidente come il risultato non è stato causato da l’atteggiamento tattico della Juventus semmai il problema è stato la mentalità con la quale i nostri ragazzi sono scesi in campo generando un rapporto di causa-effetto tra testa e tattica.

Ancora più strano è il fatto che questi blackout mentali si manifestino ad intermittenza in quanto come abbiamo già visto nelle precedenti analisi tattiche, la condizione atletica della squadra è in costante miglioramento. Tesi confermata dagli ultimi 15 minuti di partita contro i francesi, dove la Juventus semplicemente alzando il ritmo è stata capace di schiacciare nettamente gli avversari all’interno della loro area di porta.

È evidente come una condizione atletica non ottimale avrebbe impedito ai giocatori di Sarri di uscire alla distanza.

Tra i tanti problemi emersi nella gara di Mercoledì, uno dei più evidenti è stato sicuramente l’eccessiva distanza tra i reparti in quanto gli attaccanti bianconeri si trovavano sulla linea del centrocampo mentre la difesa era spesso e volentieri all’interno della nostra area di rigore, a differenza delle ultime partite dove la tendenza del reparto arretrato di abbassarsi troppo, si era manifestata solo a sprazzi.

Proprio i difensori sono i responsabili di questa eccessiva lunghezza di squadra in quanto i centrocampisti bianconeri erano correttamente posizionati vicini ai tre attaccanti. L’unica spiegazione plausibile che può giustificare un simile atteggiamento da parte di Bonucci & Co. è la preoccupazione e l’incapacità di controbattere ai continui lanci lunghi dei Francesi verso Ekambi e Dembelé. Questo atteggiamento ha generato una vera e propria voragine tra difesa e centrocampo, voragine all’interno della quale i giocatori del Lione hanno trovato terreno fertile.

Proprio l’atteggiamento del Lione ha mostrato quello che avrebbe dovuto fare la Juventus in quanto i francesi sono sempre stati molto ordinati con una difesa sempre alta e reparti molto stretti l’uno con l’altro. Questo ha creato enormi problemi alla Juventus come giusto che sia. Ottimo anche il pressing francese così come il costante raddoppio di marcatura sulle nostre fonti di gioco.

Le prestazioni dei singoli

Emblematica la performance di Miralem Pjanic, il centrocampista bosniaco, che nel gioco di Sarri dovrebbe essere il perno centrale sia nella fase di impostazione che di pressing, è stato completamente estraneo alla manovra. Proprio l’allenatore della Juventus nelle interviste post gara, ha ribadito come il giro palla della squadra sia stato veramente troppo lento ed è apparso evidente come ciò che era stato programmato per i primi 70 minuti non si è visto.
A conferma di ciò, il finale di gara ha mostrato quello che la Juventus avrebbe dovuto mettere in campo fin dall’inizio.

Le mezz’ali hanno giocato sui quinti del Lione con i terzini bianconeri che affiancavano Bernardeschi e Ramsey sulle linee laterali e questo a permesso di allargare la difesa francese schierata a 5.
L’efficacia di questo modo di giocare si è vista con estrema chiarezza in occasione del cross di Alex Sandro per Paulo Dybala.
Il terzino brasiliano si è trovato completamente libero di fornire assistenza all’attaccante argentino sfruttando il movimento di Federico Bernardeschi posizionato tra l’esterno ed il centrale di difesa francese.

Anche Leonardo Bonucci ha fornito una prestazione gravemente insufficiente, non solo con una marcatura totalmente inefficace su Dembelé, ma anche nella fase d’impostazione quando avrebbe dovuto cercare di allargare il gioco servendo il terzino sul lato opposto mentre, al contrario, ha ripetutamente rallentato la manovra con passaggi assolutamente inutili a de Ligt ed Alex Sandro.

Juan Cuadrado fino ad oggi molto positivo, ha rallentato la manovra della Juventus in testa con dribbling assolutamente fini a loro stessi e creando problemi anche a Rodrigo Bentancur, molto positivo nel ruolo di regista, prima dell’ingresso di Aaron Ramsey.

Rimangono in generale enormi perplessità sulla tenuta mentale di una squadra che ha evidentemente pagato lo scotto della prima gara ad eliminazione diretta, dato in controtendenza con le prestazioni messe in campo durante il girone dove i bianconeri, probabilmente più liberi a livello mentale consci della possibilità di recuperare in caso di sconfitta, hanno sicuramente interpretato meglio tutte e sei le gare.
Sconcertante in tal senso la disattenzione in occasione del goal del Lione, soprattutto considerando che i bianconeri erano correttamente posizionati in un 4-4-1 con Danilo centrale, Cuadrado terzino e Dybala esterno per ovviare alla temporanea uscita dal campo di de Ligt.

capite come, parlare di tattica all’interno di un contesto simile, sia davvero difficile anche se possiamo trovare alcuni spunti interessanti in particolare su alcune criticità che continuano a manifestarsi.

Gli allenatori delle squadre che affrontano la Juventus hanno ormai compreso come Leonardo Bonucci sia assolutamente inefficace in marcatura su giocatori alti e forti fisicamente ed è evidente come il lancio lungo dalla difesa sia una soluzione che le squadre avversarie sfruttano con costanza.
Volendo fare qualche esempio, vi ricordo le due partite contro la Lazio, dove Simone Inzaghi mise Milinkovic-Savic in prossimità del centrale viterbese.

Anche lo schieramento a 5 della difesa avversaria continua a creare enormi problemi alla Juventus e questo è paradossale in considerazione del fatto che in fase di non possesso, i bianconeri si schierano con un 4-4-2 che dovrebbe garantire maggiore ampiezza rispetto al modulo con i tre centrali di centrocampo.

È evidente come Sarri, letteralmente imbestialito per quasi tutta la partita, dovrà trovare le contromisure adatte nel minor tempo possibile anche se è l’aspetto mentale il vero problema della Juventus di questa fase rendendo molto difficile fare previsioni nel medio termine sulle prospettive stagionali dei bianconeri non potendo intuire quando e se la squadra riuscirà ad essere costantemente sul pezzo.

Trascrizione a cura di
Stefano De Ponte


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