COVID-19, cronaca di un’isteria collettiva

Il DS Marotta e il Presidente dell'Inter Steven Zhang

Venerdì, 21 Febbraio 2020.

In Italia iniziano ad emergere notizie riguardanti l’arrivo del nuovo Coronavirus nel Bel Paese. Si cerca il paziente 0, conosciamo il paziente 1. Il paziente 1 è stato a cena con un amico appena rientrato da un viaggio di lavoro in Cina. L’amico del paziente 1 viene catalogato come paziente 0. Il paziente 0 non risulta positivo in seguito al tampone. Si torna a cercare il paziente 0. Intanto i casi di contagio aumentano e, di conseguenza, aumenta l’isteria collettiva dell’italiano medio. I titoloni in televisione e sui quotidiani non lasciano speranze: “100-500-1000 CONTAGIATI, 10-50-100 MORTI. L’APOCALISSE E’ VICINA, SI PREGA DI CONTATTARE RICK GRIMES PER COMBATTERE L’ASCESA DEGLI ZOMBIE”.
La psicologia delle folle andrebbe a nozze con i fenomeni accaduti nelle ultime due settimane nel nostro amato Stivale.

Quest’ isteria, ovviamente, senz’alcun dubbio, assolutamente, si è riversata anche nello sport che quasi ogni italiano ama più di ogni altra cosa al mondo. Ecco, l’emergenza è pervenuta anche negli uffici della FIGC, scatenando il dibattito. Le domande che ci si poneva erano svariate:
1) “E’ giusto permettere, nelle zone rosse, l’affluenza di tifosi che potrebbero contagiarsi a vicenda?”
2) “E’ giusto permettere ai tifosi residenti nelle zone rosse di raggiungere e tifare la propria squadra in trasferta?”
3) “E’ sicuro lasciar giocare le partite a porte aperte o sarebbe meglio chiuderle (non sia mai ci si beccasse un raffreddore)?”.

Com’ è stata risolta la situazione? Ma che domande sono?! All’Italiana ovviamente, in maniera raffazzonata, disordinata, incoerente. Un po’ così, un po’ colì. Chiudiamo qui, apriamo lì. Immagino i dirigenti della Federcalcio come dei pasticceri alle prime armi, pronti a preparare una torta per un evento importante. Non avendo la preparazione adeguata, combineranno un pasticcio, buttando ingredienti a casaccio, in un intruglio che sarebbe dovuto essere un dolce prelibato.

Ma ripercorriamo la strada decisionale intrapresa attraverso una breve cronistoria.

Domenica 23/02/2020: il fine settimana, prossimo alla scoperta del contagio italiano, si è scelto di rinviare le partite che si sarebbero giocate nei pressi delle zone rosse, o comunque di quelle con casi conclamati: si parla di Atalanta-Sassuolo, Hellas Verona-Cagliari, Torino-Parma e, per ultima, ma non per importanza, Inter-Sampdoria.
La Juventus, essendo impegnata in trasferta a Ferrara contro la Spal e, non essendoci numerosi casi in Emilia-Romagna, si trova “costretta” a giocare.
Gioia nella popolazione di fede nerazzurra: “bisogna prevenire invece che curare no?”. Intanto l’Inter avrebbe affrontato, la settimana successiva, un match importantissimo per lo snodo scudetto, con una giornata di riposo, quindi belli e freschi come una rosa. Ma fin qui tutto bene, fin quando i “vantaggi” non riguardano la Juventus è sempre tutto regolare e nella norma, è sempre tutto “pulito”.

Dal 24/02/2020 al 01/03/2020: la settimana che accompagna la 26° giornata di serie A è caratterizzata da alcuni punti interrogativi: far giocare Juventus-Inter a porte chiuse o spostarla al lunedì, con la possibilità di permettere l’ingresso dei tifosi. La Lega sembra essere orientata a giocarla a porte chiuse, con tutte le conseguenze del caso. Ed ecco che da lì prenderanno il via i vari dibattiti social: i tifosi juventini non sembrano assolutamente propensi all’idea di giocare a porte chiuse perché lo Stadium si è rivelato essere, da 8 anni a questa parte, l’arma in più della squadra bianconera e privarsi del tifo sarebbe come auto-puntarsi una pistola alla tempia e sparare. Inoltre la Juventus non avrebbe rimborsato i biglietti. I supporters interisti, invece, sono pieni di euforia. Se ad inizio anno si fosse ipotizzata una possibilità simile non ci avrebbero mai creduto. Ed invece eccola lì, l’occasione, servita su un piatto d’argento, di giocare contro l’odiata Juve, nel suo stadio, senza i suoi ultrà. Che sogno!
Ovviamente, questa palese goduria, era camuffata dal “la salute viene prima di tutto, tifosi juventini siete meschini ed egoisti”. Però, nell’ambiente del Biscione qualcosa inizia a puzzare, non credono possa mai essere così semplice beffarsi della Sistementus. Com’è possibile che il Palazzo, burattino della Juve che ne detiene i fili per muoverlo a suo piacimento, favorisca così incredibilmente l’Inter?
Ed ecco che, in un normale sabato mattina, precisamente il 29/02, arriva la nefasta notizia: Juve-Inter (e non solo) verrà rinviata al 13 Maggio.

Sacrilegio! Quale affronto! Idiozia! Ed ecco che il tifoso medio interista, orgoglioso e fiero, impettito a dirla tutta, è pronto. E’ pronto a salire sul pulpito e a vestire i panni che più preferisce: il moralista piagnone.
Immaginate di star vedendo un Documentario su Discovery Channel intitolato “la vita del moralista piagnone”, come se fosse una vera e propria specie animale da studiare. Le immagini di un panorama Milanese, precisamente San Siro. Ed ecco apparire un essere con la pelliccia nerazzurra, che saltella qua e là e che emette un verso molto strano, molto simile al pianto umano. La voce del narratore scorre seria e sicura: “il moralista piagnone è un animale molto incoerente e perennemente vittima. Camuffa le proprie disfatte sbraitando nei confronti di un fantomatico sistema che favorisce gli altri e mai loro, ma quando queste cosiddette “malefatte” si rivelano essere a loro favore, la situazione si ribalta completamente, e da vittima diviene moralista e dispensatore di saperi”.

Il buon Beppone Marotta, completamente trasfigurato, dimenticando totalmente il passato bianconero in cui non ha mai inveito contro nessuno, grida al complotto. E tutti gli interisti in coro: “campionato falsato!”
Nascono petizioni su Change.org per “fermare questa pagliacciata e ritirare l’Inter dal campionato”, ignorando completamente, forse, che quel sito ha la stessa valenza di una goccia all’interno dell’Oceano Atlantico.

Il giorno successivo però, scopriremo grazie al presidente della Lega, Dal Pino, che era stato proposto di giocare lunedì sera a porte aperte, ma che la squadra onesta e di classe ha rifiutato categoricamente. Potevano mica privarsi dell’occasione di giocare allo Stadium in versione deserto del Sahara? Suvvia.

02/03/2020: Steven Zhang ne scrive di tutti i colori su Instagram al presidente della Lega Dal Pino. E adesso questo ragazzo che, come un adolescente con gli ormoni impazziti, si permette di sindacare in maniera così forte e aspra, è ritenuto l’idolo dell’ Italia antijuventina, maestro di stile, profeta. Idolo degli stessi che, magari, fecero la morale a Pavel Nedved per aver (legittimamente) difeso la Juventus dall’attacco in punta di fioretto del presidente Commisso, senza offendere e infierire su nessuno.

Parafrasando il giornalista Gianni Balzarini: l’odio incondizionato annebbia la mente anche di fronte la verità più lapalissiana. Niente di più vero.

Intanto nella Lega calcio la confusione regna sovrana. Arrivano proposte da tutte le parti e tutte vengono, in parte, valutate. Dalla proposta del Napoli di far slittare la Coppa Italia per permettere l’immediato recupero delle 5 gare, all’ultima valutazione che è stata fatta (forse quella definitiva), quella di far disputare Juventus-Inter lunedì 09/03, anche se pare, anche questa volta, che la dirigenza nerazzurra sia di convinzione ballerina perché dapprima si sono dimostrati volenterosi nell’orientarsi su questa data, per poi assumere un netto cambio di rotta. Vedremo come si concluderà questa telenovela.

Mi ritrovo nuovamente qui, tastiera “alla mano” davanti al mio monitor, a dover scrivere di queste pagliacciate contro la mia volontà, ma non è possibile non sorridere e riderci su insieme. Perché deve essere chiaro che questi sono e resteranno puri e sani sfottò. Non andrò mai oltre perché sarebbe contrario ai miei principi.

Aveva ragione Winston Churchill quando disse: “gli italiani perdono le partite di calcio come fossero guerre e perdono le guerre come fossero partite di calcio”.

Cerchiamo di vivere il calcio soprattutto come uno sport e meno come una battaglia. Sarebbe molto più bello e stimolante da seguire.

Di Michele Cofano

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