ED ORA?

Daniele Rugani

La stagione della Juventus tra dubbi ed incertezze.

La notizia è arrivata alle 23:00 di Mercoledì sera, pubblicata sul sito ufficiale della Juventus e condivisa sui social con un messaggio che non ha lasciato spazio a interpretazioni.

Il calciatore Daniele Rugani è risultato positivo al Coronavirus-COVID-19 ed è attualmente asintomatico.

Juventus Football Club sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa, compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui.

Queste le parole scelte dalla società per diffondere una notizia che potrebbe dare il via ad una reazione a catena destinata a condizionare non solo il prosieguo della stagione bianconera ma probabilmente quella di tutte le squadre italiane. Fermo restando che al momento l’unica cosa importante è la salute di tutti, proviamo a fare un po’ di chiarezza e contestualmente qualche ipotesi su ciò che potrà avvenire nei prossimi giorni.

Cominciamo col dire che un soggetto positivo al COVID-19, anche se asintomatico, non ha un livello di contagiosità più basso rispetto ad un soggetto che manifesta i sintomi. Capite dunque come tutte le persone che negli ultimi giorni hanno avuto contatti diretti con Daniele Rugani, sono potenzialmente a rischio. È da presumere che La Juventus metterà in atto le stesse misure già viste in situazioni simili come ad esempio il contagio sulla nave da crociera Diamond Princess, isolando squadra, staff tecnico e chiunque altro possa aver contratto il virus, probabilmente all’interno del J Hotel per almeno due settimane.

Al netto di quella che potrà essere l’evoluzione clinica all’interno della squadra, si può provare a fare qualche ipotesi dando per scontato che il campionato attualmente sospeso fino al 3 Aprile, non subisca ulteriori rinvii, ad oggi molto probabili e che la possibilità che la Juventus possa scendere in campo Martedì 17 Marzo contro il Lione nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, è un’ipotesi da escludere.

Proprio in Champions League esiste un precedente, per altro profondamente diverso, risalente al 19 Febbraio 2003.

In quell’occasione i bianconeri furono impegnati in una trasferta contro il Manchester United ma scesero in campo decimati da un’influenza”NORMALE”. La società chiese di rinviare la partita ma l’UEFA respinse l’istanza bianconera. Nella fattispecie attuale, un rinvio della gara contro il Lione sembra essere l’unica ipotesi praticabile anche e soprattutto a tutela della salute dei giocatori.
Basti pensare che l’Inter, una volta appresa la notizia della positività di Daniele Rugani, ha diffuso un comunicato sul proprio sito ufficiale nel quale viene riportata la decisione del Club nerazzurro di sospendere tutte le attività agonistiche fino a nuova comunicazione.
L’ipotesi rinvio è avvalorata dalla decisione della UEFA sulle partite di Europa League che avrebbero visto scendere in campo proprio L’Inter e la Roma questa volta a causa delle restrizioni ai viaggi tra Spagna e Italia imposte dalle autorità spagnole, contro Siviglia e Getafe.

Venendo alla nostra serie A, fare ipotesi ad oggi e impresa davvero ardua senza contare che è notizia di queste ore che tutte le federazioni europee più importanti avrebbero chiesto al UEFA il rinvio degli Europei previsti in estate.
Restringendo il cerchio sulla situazione che ha coinvolto la Juventus, tutto dipenderà dalle prossime due settimane e soprattutto dal numero di giocatori e membri dello staff tecnico che risulteranno eventualmente contagiati.

La speranza è che quanto accaduto a Daniele Rugani e contestualmente a tutta la Juventus, faccia riflettere coloro che si trovano a dover decidere sull’opportunità di portare a termine questa stagione in un quadro sanitario e sociale che almeno fino ad oggi sta evolvendo in modo preoccupante.
Al di là di sterili polemiche social su l’assegnazione dello scudetto, la disputa di play-off con questa o quella formula, è evidente che il mondo del calcio dovrebbe fare un passo indietro in considerazione del fatto che i giocatori sono prima di tutto esseri umani e che la loro salute evidentemente deve essere messa davanti a tutto anche ad un pallone che rotola.

Forza Daniele

Di Stefano De Ponte

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