Ripartire, senza mai essersi fermati

Ci lasciammo che era marzo. Ci lasciammo che non era ancora nemmeno primavera.

Ci lasciammo, a porte chiuse, su un sonetto che faceva più o meno così:

“Bentancur, in verticale per lo scatto a destra di Dybala. Grande sterzata di Dybala che manda a vuoto Young, si accentra Dybala, può inventare da lì, scarica su Ramsey, ancora dentro per Dybala al limite, Dybala sterza ancora…Dybala…Dybala rete! Gol fantastico di Dybala. Due a Zero!

Una lirica leggiadra, scritta con nemmeno troppo sudore, che metteva – ahinoi, solo momentaneamente – a tacere angherie nefaste di prodotti ormai scaduti del potere e di mostri odisseici di un sol occhio dotati della Milano dei consueti sogni infranti.

Ci lasciammo nella stagione degli amori, con un disincanto pesante, come nebbia d’autunno, avvolgere la Capitale biancazzurra degli all-in di indomiti e incontenibili personaggi buffi che passeranno, di lì a poco, alla cronaca, come nuove promesse della virologia moderna.
Precettori incompresi della medicina contemporanea…e folkloristica anche.

Osservammo, trasecolati, la staffetta di Ministri impacciati, nell’intento di far quadrare conti di tasche altrui, mentre il mondo gradualmente si paralizzava piangendo bollettini quotidiani di decessi da fare invidia alle due precedenti guerre mondiali, nel mentre in cui passava la solita voce: “…lavati spesso le mani con acqua e sapone…” e il #restiamoacasa era un cinguettio permanente.

E ci lasciammo anche con un Michele Cofano, sempre in grande spolvero, a raccontarci gli effetti pandemici della resilienza domestica ai tempi del lockdown, nel “Diario di isolamento di un giovane italiano”.

Un pezzo estremamente bello, che inconsciamente apriva le nostre porte virtuali semi-aperte – citando il nostro caro co-founder e conduttore Il Corvo – ad un viraggio verso l’intrattenimento seriale, in un luogo sicuro, pandemicamente inattaccabile, una casa, una casbah, per qualcuno uno sgabuzzino, un ritrovo consueto dove non far morire definitivamente il calcio.

Un salotto ideale per feticisti bianconeri, appassionati di sapere e umiltà intellettuale, che si aprivano al confronto della tematica del momento, e perché no, ripassando anche a memoria momenti di juventinità indelebile.

Un boudoir dove poter ascoltare le insiderate di mercato del nostro Vast – altro co-founder e compagno di questo tanto amato progetto chiamato Juv&Me -, tanto misteriose quanto premonitrici, perché subito dopo avveratesi; le minuziose ed interminabili – spero me lo perdoni – tesi di GaeThanos, maestro nella lettura della tattica; l’acume tecnico di Giacomo Chiarandà, talent scout per passione; la nostalgia calcistica del nostro Emilio D’Eugenio, autore inoltre di Emilio racconta la Juve; Domenico, la voce attenta della nostra chat. Tutto magistralmente coordinato dal Pinturicchio di Juv&Me, il co-co-founder, il Dartagnan dalla regia, il nostro grande Attilio.

Il tutto condito da ospiti d’eccezione come Carlo Crescente, il Dott. Costantino Bartoli, Graziano Campi, Antonio Corsa, Mike Fusco, Alessandra Bacchetta e tanti altri che ne arriveranno…

Insomma, ci lasciammo senza mai lasciarci tutto sommato.

Insieme ne abbiamo viste e commentate delle belle e ancora abbiamo vita, cuore e desiderio di raccontarvele.

Oggi soprattutto, a qualche giorno dalla riapertura del nostro tanto amato calcio giocato.

Oggi più che mai,
Oggi…e Fino Alla Fine!

Di Carmine Gioffrè

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