Match Report, Juventus – Milan

Dopo 3 mesi di sosta forzata causa emergenza Coronavirus in Italia torna il calcio giocato con la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Juventus e Milan all’ Allianz Stadium dopo l’1 a 1 della partita d’andata a San Siro.

Questa la formazione iniziale di Mister Sarri: Buffon; Danilo, de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Dybala, Ronaldo, quindi il tridente bianconero, mai visto dall’inizio, ha un incastro diverso da quello atteso.

C’è Cristiano a far da centravanti, con Dybala alla sua destra e Costa dall’altro lato: Sarri ha in testa Ronaldo in quella posizione da inizio stagione, ma l’opera di convincimento finora non aveva mai portato risultati.

Inizia bene la Juventus, con buoni ritmi nonostante la pausa forzata, grande aggressione e recupero palla alto, tanto da non dar respiro ad un Milan quasi sorpreso da tanto agonismo, ma le occasioni latitano, fino a poco dopo il quarto d’ora di gioco quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Conti tocca il pallone con il braccio destro, è rigore, sul dischetto si presenta Ronaldo che però manda il pallone sul palo, si resta quindi sullo 0 a 0.
Ci pensa Rebic, qualche minuto dopo, a far vedere che c’è anche il Milan in campo rifilando un calcio da kung fu sul costato di Danilo, rosso diretto senza tante discussioni e Milan in 10 al quarto d’ora del match.
Nonostante la superiorità numerica, la Juve non riesce a sbloccare la partita pur mantenendo un dominio territoriale netto ma alquanto sterile, il Milan, dal canto suo, ha il merito di restare comunque nel match.

Nella ripresa i ritmi calano come era prevedibile, continua il dominio territoriale della squadra di Sarri ma senza scossoni ed alcune sostituzioni non hanno aiutato in tal senso, non si registrano vere occasioni da gol salvo alcune conclusioni da fuori di Dybala e un recupero eccellente di Kjaer che, di testa, nega il gol a de Ligt solo davanti a Donnarumma.
Da segnalare nel finale un tiro a botta sicura di Alex Sandro respinto dal portiere rossonero.
Termina così, a reti bianche, la gara di ritorno delle semifinali di Coppa Italia. Pareggio che porta la Juventus a giocarsi la finale il 17 Giugno a Roma.

In conclusione, gran bella Juve, anche prima della superiorità numerica. Elementi sicuramente interessanti sono stati Costa e Dybala esterni, a garantire intensità e quantità in non possesso e grande fluidità di manovra.
Forse Sarri nel corso della partita avrebbe potuto variare le posizioni del tridente per dare maggior imprevedibilità alla manovra stessa, poi la condizione fisica ha fatto il resto, ma non ci si poteva aspettare di più anche se sui famosi social già si leggono le classiche sentenze.
Da segnalare la grandissima prestazione soprattutto nel primo tempo di Rodrigo Bentancur assolutamente migliore in campo.

Maurizio Sarri al termine del match:

“A porte chiuse e dopo tre mesi è stata una difficoltà enorme dopo una pausa di 70 giorni sul divano che è molto più devastante dal punto di vista muscolare. Siamo soddisfatti di aver raggiunto la finale, sono stato piacevolmente sorpreso dai primi 20 minuti”.

Come mai Ronaldo centravanti?

“Abbiamo parlato con Cristiano di questa possibile soluzione per oggi e lui si messo a completa disposizione. È un giocatore talmente straordinario che non penso possa cambiargli qualcosa giocare cinque metri più avanti o più indietro. Ha fatto i primi 20-30 minuti di alto livello. Lui è uno che sbaglia pochi rigori, ne ha tirato uno sfortunatissimo e probabilmente ne ha anche sofferto. Lui può giocare in qualsiasi posizione nei tre davanti”.

Un commento alla prestazione di Bentancur e quanti margini di crescita ha?

“Ha fatto la solita prestazione che fa quando si sente bene. Penso che abbia ancora margini però mi sembra che il centrocampo la prima mezz’ora ha fatto una grande partita compreso Pjanic. Poi abbiamo fatto un’altra scelta perché lui era ammonito. Da quel punto di vista poi ho fatto un errore io perché con queste cinque sostituzioni sono partiti con un blocco da tre, probabilmente andavano diluite maggiormente perché la squadra si è squilibrata. Probabilmente è stata responsabilità mia”.

Cosa le hanno lasciato questi tre mesi?

“Come persona da uste situazioni non esci come prima. Quando la sera spetti il bollettino per vedere quanti morti ci sono stati è un momento duro e triste. Ogni tanto colleghi quei morti a qualche faccia di persone che conosci. Nella testa ho ancora quei momenti in cui mi mettevo in giardino e sentivo continuamente il rumore dell’ambulanza. Molto meglio l’ultimo mese in cui ho potuto rivedere la squadra”.

Su cosa lavorerà di più?

“I primi 30 minuti sono stati i migliori della stagione, la sensazione era che la squadra fosse in completo dominio della partita. Abbiamo tentato soluzioni nuove, ora vediamo se continuare così o tornare come prima. Ma questa era una partita difficile sotto tutti i punti di vista”.

L’ha stupita positivamente Dybala?

“Dybala deve crescere a livello di condizione fisica. Ma dopo la negatività al Covid l’ho visto subito bene, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ho visto un ragazzo maturo che è uscito da un’esperienza che poteva segnarlo in negativo ma che anzi mi sembra l’abbia segnato in maniera positiva. Poi chiaro come tutti ha bisogno ci continuare a lavorare”.

LE PAGELLE DI JUV&ME

Buffon 6
Danilo 6 (85’ Cuadrado s.v.)
de Ligt 6.5
Bonucci 6
Alex Sandro 6.5
Bentancur 7
Pjanic 5.5  (62’ Khedira 5) 
Matuidi 6 (62’ Rabiot 5.5)
Dybala 6
Douglas Costa 6 (62’ Bernardeschi 5.5)
Ronaldo 5

Di Emilio D’Eugenio

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