Match Report, Napoli – Juventus Finale di Coppa Italia

Andrea Agnelli al termine della premiazione della Finale di Coppa Italia

Va al Napoli dopo i calci di rigore l’edizione 2020 della Coppa Italia dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sullo 0 a 0.

Questo l’undici iniziale di Sarri:
Buffon; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Dybala, Ronaldo
Unica variazione, dunque, rispetto alla sfida in semifinale contro il Milan, Cuadrado al posto di Danilo nel ruolo di terzino destro.

La partita è equilibrata, i bianconeri mantengono più il possesso palla, si rendono pericolosi con Ronaldo che però non sfrutta bene l’assist di Dybala dopo gentile regalo da parte di Callejon, concludendo in maniera fiacca.
E’ lo stesso argentino, subito dopo, ad essere impreciso nel servizio a CR7, che non riesce ad arrivare sul pallone prima di Meret.
Le migliori occasioni sono di marca partenopea, salvataggio di Alex Sandro su Insigne, palo dello stesso capitano azzurro su punizione, poi Buffon è bravo di piede sul diagonale di Demme. Si va al riposo sullo 0-0.

Il copione della ripresa non cambia particolarmente, sono sempre Insigne e compagni ad essere più pericolosi, non punge la Juventus, ci vuole il miglior Buffon a salvare la propria porta in più occasioni: un colpo di testa del neo-entrato Politano, un altro di Maksimovic, poi è ancora un palo a negare la gioia del gol, stavolta ad Elmas.
Non bastano, dunque, i 90 minuti regolamentari. Si va ai rigori.

Nella lotteria dei rigori, decisivi subito gli errori di Dybala (para Meret) e Danilo (alto), mentre il Napoli non sbaglia mai e con il rigore di Milik si aggiudica la Coppa Italia 2020.

In conclusione, Finale letteralmente “non giocata” da parte della Juventus, con un Napoli che non ha avuto problemi a chiudersi, visto i ritmi bassissimi dei bianconeri, incapaci di penetrare la gabbia partenopea e con un Maurizio Sarri incapace di rimediare, a partita in corso, a quello che si vedeva in campo.
Alla fine i rigori sono, come risaputo, una lotteria, ma ha vinto la squadra che alla fine ha meritato di più.

MAURIZIO SARRI NEL POST PARTITA

Come commenta questa partita particolare che si è risolta ai rigori?

“C’è rabbia, c’è delusione, per i ragazzi, per la società, soprattutto per i tifosi, però in questo momento non abbiamo grosse risorse fisiche. Abbiamo fatto una partita leggermente diversa, rinunciando alla pressione alta per conservare quelle risorse che abbiamo adesso il più a lungo possibile. Siamo stati bravi a livello di applicazione perché la squadra è stata molto corta, molto compatta, solida, ha concesso pochissimo, abbiamo giocato. Ma in questo momento forse non abbiamo la brillantezza fisica per trasformare in pericolosità la grande mole di gioco che facciamo. Quindi bisogna lavorare, aspettare e sperare di risolvere questo problema”.

Loro si sono difesi molto bene oggi.

“Loro si sono difesi bene e noi per caratteristiche abbiamo una serie di giocatori che vogliono la palla addosso perché sono abituati poi all’azione individuale nel risolvere la situazione. E in questo momento una brillantezza fisica non ottimale non gli consente questo tipo di soluzione, quindi facciamo fatica a trasformare in pericolosità quanto giochiamo e anche stasera abbiamo giocato abbastanza. Poi in questo momento purtroppo i ritmi sono questi, quindi senza grande brillantezza nelle accelerazioni secche e senza ritmi molto alti poi diventa difficile andare a superare le squadre che si chiudono”.

Quando potremo vedere la brillantezza?

“Io spero velocemente, è sempre difficile fare le previsioni sulla crescita fisica di un giocatore singolo o di una squadra, perché a volte sono situazione che si protraggono per un po’ di tempo, a volte sono situazioni che svaniscono in una partita e la squadra torna sui suoi livelli abituali. Spero che sia una situazione breve”.

LE PAGELLE DI JUV&ME

Buffon 7
Cuadrado 6
(Ramsey 5.5)
De Ligt 6.5
Bonucci 6
Alex Sandro 6
Bentancur 6
Pjanic 5
(Bernardeschi 5)
Matuidi 5.5
Douglas Costa 5
(Danilo 5)
Dybala 5
Ronaldo 5

Di Emilio D’Eugenio

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