Match Report, Milan – Juventus

La Juventus non approfitta della sconfitta della Lazio a Lecce ed esce sconfitta per 4 a 2 a San Siro nella gara valida per la trentunesima giornata di campionato.

Sarri schiera Rugani e Higuain al posto degli squalificati de Ligt e Dybala. Questa quindi la formazione iniziale: Szczesny; Cuadrado, Rugani, Bonucci, Danilo; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Bernardeschi, Higuain, Cristiano Ronaldo.

La prima frazione scivola via con un sostanziale equilibrio, il Milan è ben messo in campo e la Juventus, dal canto suo, dà l’impressione di poter colpire da un momento all’altro, ma non si registrano occasioni degne di nota ed i due portieri sono poco impegnati.

Nella ripresa invece la gara si accende, al 47’ Rabiot da vita a un coast to coast micidiale prima della conclusione finale finita all’incrocio dei pali per l’1-0. Sei minuti dopo, un pasticcio tra Romagnoli e Kjaer spiana la strada a Ronaldo per il raddoppio.
La Juve sembra in controllo ma al 62′ il Milan beneficia di un calcio di rigore dopo l’intervento del VAR per un tocco di mano di Bonucci.
Ibrahimovic non sbaglia ed accorcia le distanze, a quel punto la Juventus incredibilmente si spegne ed il Milan, invece, dimostra una buona condizione fisica e mentale, tale da ribaltare in 4 min il risultato, prima con Kessie, bravo a giocare di sponda con Ibra ed entrare indisturbato in area e battere Szczesny, poi con il neoentrato Leao, che sfrutta una giocata di Rebic e si presenta facilmente a tu per tu con il portiere bianconero, tiro leggermente deviato da Rugani e Milan in vantaggio.
La Juventus prova a reagire ma lo fa in maniera confusionaria, anche se ci vuole un grandissimo Donnarumma ad evitare il pareggio bianconero, con uno splendido intervento a terra su colpo di testa di Rugani, poi però è solo Milan, prima Rebic vicino al quarto gol ma Szczesny respinge, poi al 80′ Alex Sandro pensa bene di passare la palla al limite dell’area a Bonaventura che a sua volta serve Rebic che, solo in area, non può sbagliare, negli ultimi 10 minuti non succede nulla di rilevante e la partita termina quindi 4 a 2 per la squadra di casa.

Primo vero match point per il campionato buttato via dalla Juventus che in maniera evidente – ma anche inspiegabile – si è spenta subito dopo aver subito il rigore di Ibra, bravo il Milan ad approfittarne facendo vedere una invidiabile condizione fisica e meritando il successo finale.

LE PAROLE DI MISTER SARRI NEL POST PARTITA

Squadra in controllo, poi si è sgretolata.

“Oggi abbiamo fatto sessanta minuti di livello mondiale. Eravamo in pieno controllo del match, poi c’è stato un blackout al quale non dobbiamo nemmeno pensare troppo, perché tra pochi giorni abbiamo un’altra partita. Blackout totale per un quarto d’ora, è successo anche ad altre squadre in questo periodo. Bisogna uscire da questa partita prendendo il meglio che c’è stato, dimenticandoci il resto, perché non è il caso di farci troppi processi. Tanto poi le vere motivazioni di questi blocchi sono introvabili”. 

Manca qualcosa a livello di motivazioni? 

“Abbiamo fatto delle partite brutte, perdendole. Ma non è un momento di quel tipo: stiamo facendo bene, e l’abbiamo fatto anche stasera. Questi blackout succedono più spesso del solito, perché è un momento difficile, si gioca tanto a temperature altissime. Farci dei processi ci potrebbe far perdere quanto conquistato negli ultimi tempi. Sono blackout per i quali ognuno tira fuori una motivazione diversa. Il momento è talmente diverso dalle sconfitte di Verona e Napoli che non possiamo individuare la stessa motivazione. La squadra deve convincersi che ha un ottimo calcio e deve ripartire da qui”. 

Hanno pesato le assenze? Come giudica la prova di Higuain? 

“In difesa si è sofferto dopo il blackout, prima non avevamo concesso nulla. In quei momenti di vuoto puoi cambiarli anche tutti, ma riesci a cambiare poco. Non vedo le assenze come motivo del blackout. Higuain ha fatto quello che poteva, ha fatto bene per un tratto, poi è andato scomparendo, com’era fisiologico che accadesse”. 

Qual è il segreto della crescita di Rabiot? Può aver nuociuto conoscere il risultato della Lazio? 

“Ti direi di no, altrimenti l’impatto sarebbe stato diverso. Invece la squadra è stata applicata, attenta. Mi sembra che il blackout sia venuto dopo il rigore, non dopo il due a zero. Rabiot è un ragazzo che si sta integrando nel gruppo e nel calcio italiano. Ha fatto un po’ di fatica, gli infortuni l’hanno rallentato, adesso sta venendo fuori”.

LE PAGELLE DI JUV&ME

Szczesny 5.5
Cuadrado 6
(78′ Alex Sandro) 4
Rugani 4.5
Bonucci 5
Danilo 5.5 
Bentancur 6
(94′ Muratore) s.v.
Pjanic 6
(69′ Ramsey) 5
Rabiot 7
(69′ Matuidi) 6 
Bernardeschi 5.5 
Higuain 5.5
(69′ Douglas) 6
Cristiano Ronaldo 6.5

Di Emilio D’Eugenio

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