Match Report, Juventus – Lazio

Tre punti importanti, probabilmente decisivi per la conquista dello scudetto quelli ottenuti dalla Juventus nel match valido per la trentaquattresima giornata del campionato contro la Lazio.

Sarri lancia dal primo minuto Ramsey e DouglasCosta, nella formazione iniziale era previsto l’utilizzo anche di Gonzalo Higuain, ma l’argentino si ferma nel riscaldamento. Al suo posto gioca Dybala, quindi questo l’undici di partenza: Szczesny; Cuadrado, de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Ramsey, Bentancur, Rabiot; Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo. 

I ritmi sono lenti, ma era prevedibile viste le ultime prestazioni di entrambe le squadre. Le occasioni latitano: al 11′ palo di Alex Sandro di testa su assist di de Ligt; al 36′ conclusione di Rabiot, dopo una bella sgroppata deviata in angolo da Strakosha; al 41′ palo di Immobilecon un bel tiro da fuori aria.

Nella ripresa la Juve entra in campo con un piglio diverso e comincia a spingere con la Lazio che fatica a difendersi con ordine. Al 51′ Bastos respinge con il braccio una conclusione di Ronaldo. È rigore e il portoghese non sbaglia. Al 54′ errore di Liuz Felipe, che si fa rubare palla sulla linea di centrocampo da Dybala, che si invola a campo libero verso la porta avversaria con affianco Ronaldo. L’argentino, a tu per tu con Strakosha, serve il portoghese che sigla la doppietta personale. Al 66′ ancora Dybala per Ronaldo, che di testa colpisce la traversa. Poi lo stesso argentino, dopo un fantastico controllo al volo, non riesce a sorprendere sul primo palo Strakosha. All’ 83′ un’ingenuità bianconera riapre la partita. Su una palla innocua, Bonucci si fa anticipare da Immobile e lo colpisce sulla gamba destra. È rigore e lo stesso Immobile trasforma. La Lazio quindi prova ad arrivare al pareggio e ci vuole un grande intervento di Szczesny su punizione di MilinkovicSavic per evitare l’ennesima rimonta subita in questa fase della stagione. Termina così l’incontro sul risultato di 2 a 1 per i bianconeri.

In conclusione, 3 punti importanti portati a casa, che permettono ai bianconeri di mettere le mani sul nono scudetto consecutivo, visto che per la matematica manca molto poco. Da segnalare l’ennesima ottima prova in questa fase di Rabiot.

RONALDO:

1) CR7 diventa il giocatore che ha segnato il 50° gol in Serie A con il minor numero di presenze (61) tra chi ha debuttato nell’era dei 3 punti a vittoria (dal 1994-95). Meglio di Sheva(68), del Ronaldo interista, Milito e Trezeguet, tutti (molto) più giovani del portoghese;

2) Cristiano è il primo calciatore di sempre a siglare almeno 50 reti in Serie A, Liga e Premier League;

3) Per l’ottava volta realizza almeno 30 gol stagionali nei cinque maggiori campionati europei;

4) È il terzo nella storia della Juventus a fare 30 reti in una stagione di Serie A dopo Felice Borel (31 nel 1933-34) e John Hansen (30 nel 1951-52).

SARRI POST PARTITA:

Qual è l’indicazione migliore della serata?

“Abbiamo fatto una partita con un buon livello di maturità, siamo stati in controllo della partita fino all’erroraccio del rigore. Era una partita in totale controllo, C’è il rammarico di aver vinto solo 2-1 perché il campo ha espresso qualcosa di diverso. Nel finale c’è stata sofferenza emotiva, non materiale perché non abbiamo concesso praticamente niente”.

Perché avevi scelto Higuain?

“Ragione fisica. Ieri Paulo si è bloccato con la schiena durante l’allenamento, oggi stava meglio ma non volevamo rischiarlo. Durante il riscaldamento si è bloccato alla schiena anche Higuain e Paulo era quello che stava meglio, eran in condizioni migliori rispetto a Higuain”.

Per la prima volta ha messo in campo la difesa a tre e ha fatto cambi particolarmente difensivi…

“Erano tutte scelte relative a questa partita. Abbiamo alzato Cuadrado, non abbiamo cambiato nulla dal punto di vista tattico. Doughy ha fatto 60 minuti e il timore c’è sempre con lui. Era obbligatorio come il cambio di Ramsey che non poteva fare tutta la partita. Poi nel finale anche per contrastare la loro possibilità che venissero in area con diversi cross abbiamo optato su inserire un altro difensore”.

Come sta vivendo questa situazione? Manca poco allo scudetto…

“Anche quando fai palo manca poco per fare gol. La sto vivendo che giovedì giochiamo a Udine e dobbiamo fare punti. In questo momento fare punti sembra una banalità ma è una sofferenza enorme quindi concentriamoci su questo”.

Questo è calcio attendibile?

“È un calcio strano. Penso che era palese aspettarselo. Se negli anni precedenti un campionato non è mai stato giocato a luglio qualcosa vuol dire. Non è una situazione ideale però dobbiamo giocarlo e lo giochiamo. I giocatori sono stati fermi, nel periodo del lockdown la mente non si è riposata. Le partite hanno una logica diversa rispetto a prima. Non succede solo in Serie A, vuol dire che ci sono le condizioni fisiche e mentali perché questo possa succedere”.

Con Danilo e Matuidi la squadra ha arretrato il baricentro?

“Non lo so, dopo il 2-0 era anche inevitabile abbassarlo un po’. L’importante era rimettere attivi nella fase difensiva e non passivi come successo altre volte. Erano due cambi dovuti perché c’erano giocatori che potevano rischiare qualcosa a livello di incolumità fisica e così abbiamo anche due giocatori che probabilmente possono giocare giovedì perché hanno fatto solo 55 minuti”.

La sua opinione sulle dichiarazioni di Conte?

“Non le ho lette o sentite. Non mi sono fatto un’idea perché non ci ho pensato assolutamente”.

LE PAGELLE:

Szczesny 7

Cuadrado 6

de Ligt 6.5

Bonucci 5

Alex Sandro 6

Ramsey 5.5

(57′ Matuidi) 6

Bentancur 6

Rabiot 7

Douglas Costa 6

(57′ Danilo) 6

Dybala 7.5

(89′ Rugani) s.v.

Cristiano Ronaldo 8

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