Maurizio Sarri campione d’Italia

“Se uno vince sempre, ed uno non vince mai, un motivo ci deve pur essere”

“E non faccio nomi, altrimenti viene giù tutto”

Queste le parole dell’ex allenatore Juventus Massimiliano Allegri in una delle sue ultime conferenze stampa ed il riferimento era chiaro, ma quel riferimento oggi ha vinto!

Perché ora ce l’ha fatta Sarri, ce l’hai fatta Mister!

Alla fine è arrivata la meritata gioia per Maurizio Sarri. Quello scudetto tanto desiderato, tanto sognato, sfiorato qualche anno fa alla guida di uno splendido Napoli, ora è realtà!

L’opportunità Juventus forse capita una volta nella vita e Maurizio Sarri non se l’è lasciata sfuggire. Come spesso gli è capitato nella vita, agisce d’istinto per seguire la sua strada, lascia un posto di lavoro sicuro per seguire il suo sogno, quello di fare l’allenatore di calcio per poi poter arrivare a gioire per un titolo. Vederlo esultare e sorridere in maniera così genuina è una della cose più belle che io ho visto negli ultimi anni sui campi da calcio. Un calcio spesso finto e figlio di quella ipocrisia che tanto piace alla gente comune, ma Sarri è l’esatto opposto. Sarri è quello che vedete, nè più nè meno.

È arrivato tra lo scetticismo generale, dato forse dalle voci guardioliane a cui il tifoso bianconero aveva fatto la bocca buona rispetto a motivazioni reali; forse perché è subentrato ad un allenatore (Allegri) che veniva da cinque titoli consecutivi, ma a cui era fisiologico separarsi; forse perché al tifoso bianconero non sono andate giù certe dichiarazioni passate; forse perché Sarri li ha spaventati davvero nel 2018 con il suo Napoli o forse, ancora, perché non impersona lo “stile Juve”. Ah lo “stile Juve”, stiamo ancora parlando di questo? Insomma, a prescindere da quali siano le motivazioni reali, Sarri al tifoso bianconero proprio non piace. Ma al tifoso bianconero piaceva Allegri il 16 luglio 2014? Non mi pare…

E se, come ho detto prima, è bellissimo vedere Sarri esultare, è altrettanto bello, importante e storico per la Juventus portare a vincere un uomo che è partito da zero, calcando i campi di periferia per anni, facendo tutto un percorso tortuoso, ma che la sua passione rendeva più agevole fino ad arrivare ad Empoli, il suo vero trampolino di lancio. Lì tutti si sono accorti di questo allenatore in tuta, sempre con il taccuino in mano a prendere appunti. Quindi arriva a Napoli, modella e plasma quella squadra rendendola quasi perfetta, tanto da sfiorare lo scudetto nella stagione 2017/18 arrivando a 91 punti, record storico per la squadra partenopea. Poi l’esperienza all’estero, al Chelsea, portando a casa l’ Europa League. Quindi arriva la chiamata della Juventus e, come dirà poi, alla Juve non puoi dire di no.

Ed ora ce l’hai fatta Maurizio, ora sei Campione d’Italia e lo sei per tutti noi. Anche se in molti non lo ammetteranno, tutti hanno gioito insieme a te ed io forse più di tutti. Perché Sarri è un esempio di quello che la passione e la forza di raggiungere obiettivi possono dare. Trent’anni di carriera, trent’anni di gavetta, questo il suo percorso: Stia, Faellese, Cavriglia, Antella, Valdema, Tegoleto, Sansovino, San Giovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento, Empoli, Napoli, Chelsea, Juventus. E ditemi, c’è qualcosa di più romantico di questo?

No, non credo!

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