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CHIUDERE BENE PER RIFLETTERE CON LUCIDITA’ | DI DARIO PELLEGRINI

Novembre 9

CHIUDERE BENE PER RIFLETTERE CON LUCIDITA’ | DI DARIO PELLEGRINI

Il calcio è uno sport grandioso perché capace di mutare in un attimo: soltanto poco più di una settimana fa la Juventus si trovava nella condizione di dover affrontare il Psg con una grande emergenza interna e senza troppe speranze di riuscire a portare a casa una figura degna della maglia indossata.

Qualche giorno più tardi invece ritroviamo i bianconeri maggiormente in salute, con una schiera di giovani pronti a prendersi il futuro e, diciamolo, pure fisicamente in palla. La situazione, prima del big match con l’Inter, imponeva di viaggiare con lucidità e oggi, l’ebrezza dovuta alla vittoria contro i nerazzurri, non può e non deve cancellare quanto di brutto visto durante la prima parte di stagione: si naviga giustamente a vista perché, i 6 punti a disposizione tra Verona e Lazio, potrebbero concedere ai bianconeri di salutare il campionato con una posizione di classifica consona alle ambizioni future. Arrivare ad uno dei posti utili per la qualificazione in UCL era l’obbiettivo a breve termine declamato nelle giornate successive alla debacle di Monza.

Dopo cosa succederà? Nedved, per la prima volta, ha candidamente ammesso alle telecamere di Dazn di dover far fronte ad una riorganizzazione interna ma questo, chi segue questa rubrica su Juvandme, aveva già avuto modo di leggerlo. Immagino pure che molti lettori saranno curiosi di sapere se esista una qualche tipo di scure sulla testa di Allegri ma, ad oggi, questo non è dato saperlo: se da una parte il tecnico livornese ha fallito il percorso europeo, primo obbiettivo da raggiungere alla sosta, dall’altra sta riguadagnando posizioni in campionato e, questa, potrebbe rivelarsi la sua salvezza. Allegri si è confermato essere un buon marinaio capace di esaltarsi al frastuono degli allarmi quando tutto l’equipaggio navale è solitamente chiamato a fronteggiare unitamente il pericolo.

Oggi questa potrebbe essere la perfetta rappresentazione della Juventus, un manipolo di baldi giovani e ritrovati lupi di mare impegnati nel superare al meglio le avversità. Tale condizione però impone un limite temporale di resistenza in quanto risulta veramente difficile pensare di portare avanti l’annata accompagnati da una perenne incertezza. E’ impossibile farlo, in primis, dal punto di vista atletico: il programma per la sosta illustrato da Allegri nella conferenza pre Verona è stato stilato con la collaborazione di Andreini, non di Folletti.

Cosa ne sarà di quest’ultimo, esautorato quasi da ogni responsabilità decisionale, lo scopriremo presto. Non è una condizione facile da accettare per un professionista ma, in ballo, c’è ancora un accordo di ferro. Un altro motivo di riflessione sarà inoltre la via tattica da perseguire nella restante parte di stagione: il 3-5-2 è stato il modulo guida della svolta bianconera, uno schieramento tattico attraverso il quale blindare la difesa e aggredire gli spazi. Contro le difese chiuse la Juventus fa ancora fatica ma, l’avvento di Fagioli ed il buon apporto degli esterni, sta colmando il decifit di idee precedentemente manifestatosi. La strada è tracciata ma, per proseguire il cammino al meglio, Cherubini e affini si sono convinti di dover ovviare alla mancanza di opzioni sulle fasce: da qui gli interessamenti per Grimaldo e Odriozola.

Il portoghese è in pole position per Giugno e difficilmente potrà sbloccarsi per Gennaio: se accadrà allora avverrà nella seconda parte della sessione invernale ma, al momento, né il Benfica ha intenzione di lasciarlo andare né lui ha tutta questa necessità di fare le valigie. Meglio giocarsi la Champions cercando poi di massimizzare il guadagno sullo stipendio da parametro zero. Odriozola invece è una storia diversa perché frutto di pour parler con il Real dovuto al fatto che la Juventus non sembra voler caricare sul bilancio corrente un investimento sul terzino. Infatti, l’indicazione fornita allo scouting, è quella di trovare profili economici e abili sin dal ritorno in campo.

Il basco non sta giocando a Madrid e i blancos si sono resi disponibili alla sua cessione a titolo temporaneo ma, ad aver delle titubanze, è il ragazzo stesso: la Juventus sarebbe una bella occasione per lui ma, il contratto in scadenza nel 2024, gli impone di trovare una destinazione dove aver possibilità di mettere radici. Arrivati al fin della tenzone mi sembra palese come le situazioni in attesa di risoluzione siano tante: alcune le abbiamo illustrate mentre per le altre, ad esempio i rinnovi e le possibili cessioni, saranno motivo di discussione futura. 49 giorni per stabilirsi completamente, 6 punti per farlo con tutta la lucidità del caso.

Di Dario Pellegrini

Luogo

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