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Crociati, assenti e Supercoppa | di Michele Cofano

Gennaio 12

Crociati, assenti e Supercoppa

Mercoledì di Supercoppa Italiana. Stasera la Juventus sfiderà i campioni d’Italia in carica, la squadra più forte e in forma del campionato.
Una Signora falcidiata dopo la rocambolesca vittoria contro la Roma. Uno stadio Olimpico che, per l’ennesima volta, non ha avuto pietà e ha seminato la rottura di un legamento crociato (dopo la doppia lesione del 12 gennaio 2020, riservata a Nicolò Zaniolo e Merih Demiral).
Rinunciare a Federico Chiesa per un lungo periodo di tempo non sarà facile, non sarà facile neanche prevedere come si evolverà il prosieguo della sua carriera. E da qui partono i confronti con Alex Del Piero, che dopo quel maledetto Udinese – Juventus dell’8 novembre 1998 non è mai più stato lo stesso calciatore devastante.
“Forte sì, ma mai come allora” è il coro di voci che descrive la carriera del leggendario capitano della Vecchia Signora.
“Per due anni ha segnato solo su rigore, ci ha messo molto tempo per tornare in forma”.
“Si ma Alex si è lesionato legamento anteriore e posteriore, poi c’è anche da dire che la medicina ha fatto passi da gigante in 25 anni. Prima questi infortuni rischiavano davvero di rovinare la carriera, oggi è diverso”.
Capite bene che, facendo anche un piccolo giro sul web e sui social, le preoccupazioni sul numero 22 della Juventus sono molteplici, questo perché la paura di veder rovinata una carriera, che fino a pochi giorni fa si prospettava luminosa, è tanta. Un giocatore che ha dimostrato più volte, dopo le tante critiche sul suo acquisto, di meritare appieno la maglia e che ci ha trascinati nei tanti momenti complicati dell’ultimo biennio.

Mercoledì di Supercoppa, dicevamo. Una Juventus costretta a fare a meno, oltre che del compianto Chicco Chiesa, di Juan Cuadrado, diffidato nella partita contro i giallorossi e di Matthijs De Ligt, espulso per doppia ammonizione a causa dell’intervento che ha assegnato il rigore alla Roma, poi sbagliato da Pellegrini. Rientrano, invece, Bonucci (recuperato) e Danilo (non ancora al meglio).
Poi c’è la questione Szczesny: il polacco ha fatto da poco la terza dose di vaccino e avrà il green pass domani. In base al protocollo, che vieta di stare in spazi comuni senza gp rafforzato, non ha viaggiato col gruppo squadra e arriverà allo stadio all’ultimo momento. Il portiere potrebbe giocare regolarmente, da legge, con un tampone negativo che gli consente di svolgere il proprio lavoro. Allegri ha dichiarato che il titolare sarà Perin e la decisione esula (sottolineo esula) dalla questione vaccino. Bisognerebbe spiegare a molta gente che lavora nell’informazione, che prima di sparare sentenze è necessario documentarsi in maniera adeguata.
I tifosi si augurano di assistere nuovamente alla Juventus dei 7’ minuti miracolosi di Roma, questa volta però, possibilmente, per una partita intera, contro i rivali di sempre, contro la squadra sportivamente più odiata.
Inutile dire che l’Inter partirà con i favori del pronostico. Simone Inzaghi ha fornito ulteriore identità e freschezza alla squadra nerazzurra, aggiungendo molto di suo ad una compagine già ben delineata da Antonio Conte.
E’ indubbio che, in una sfida secca, sia più difficile prevedere un vincitore.
L’augurio è che il primo trofeo stagionale possa dare inizio ad un colpo di coda destinato a risollevare le sorti di una pessima stagione. Fortis fortuna adiuvat.

DI MICHELE COFANO