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E’ come film di orore | DI MICHELE COFANO

Gennaio 13

E’ come film di orore | DI MICHELE COFANO

Avete presente quando guardate un film horror? Quando il protagonista sente un rumore e voci macabre provenire da uno scantinato in cui anni prima è stato commesso un orribile omicidio e la cosa più intelligente da fare gli sembra essere domandare “c’è qualcuno?”. Come se il killer assetato di sangue rispondesse “si si vieni un attimo che ti devo parlare”? E allora la povera vittima decide di scendere le scale in legno cigolanti con una torcia e un coltello da cucina in mano?
Ovviamente la prima cosa che pensi è: “ma che fai? Io sarei scappato a gambe levate”.
Questa è esattamente la sensazione che mi dà la Juventus 2021/22. Sono consapevole che prima o poi, durante una partita, faremo una brutta fine e che il “killer” ci prenderà e ci dilanierà senza pietà ma continuo comunque a guardare lo scempio che mi si para davanti gli occhi. Sono consapevole che il protagonista sta facendo una miriade di scelte sbagliate che lo porteranno verso l’oblio ma non riesco a smettere di tenere gli occhi incollati sul televisore, sperando che qualcosa cambi, che per una volta la vittima si trasformi in carnefice e ne esca infine trionfante.
La partita di ieri sera è stato il lapalissiano epilogo che mi aspetterei da un film del genere. 120’ di sofferenza, in balìa di un’Inter troppo superiore ma che, in un modo o nell’altro, non è stata in grado di agguantare la sua preda, che è sempre riuscita a divincolarsi e che, tra una ferita e l’altra, trascinando la gamba sanguinante, si è chiusa in bagno, in attesa dell’inevitabile triste destino che arriva, ovviamente all’ultimo minuto, nella scena clou, quella finale. Un errore di troppo e il carnefice punisce l’inerme Alex Sandro il quale, con uno scellerato stop di petto, tenta di servire Chiellini invece di spazzarla verso il nono anello di San Siro. La palla supera quest’ultimo e la frittata è fatta: Sanchez punisce e l’Inter è supercampione d’Italia.
Cosa ci lascia questa partita? Sicuramente poco di utile. La Juventus, purtroppo, è questa, è inutile girarci intorno e sperare in qualche capovolgimento. I tifosi, però, sono veramente stanchi di questo scempio e non c’è “9 anni di vittorie vi hanno viziato” che tenga. In poco più di mezza stagione, da quando è tornato Allegri, per molti il salvatore della patria, non abbiamo visto l’ombra di mezzo miglioramento, neanche il più tenue barlume al quale aggrapparsi per il futuro. La confusione regna sovrana in una squadra male assortita, disordinata in campo, svogliata e pigra. E’ diventata stucchevole persino la caccia alle streghe per trovare il colpevole da mettere sul rogo e, nel marasma generale, il silenzio di Andrea Agnelli, su ogni questione che riguardi Madama, è diventato assordante. L’impressione è che il padre abbia lasciato i propri figli soli ad armeggiare con giocattoli pericolosi e forbici senza la punta arrotondata.
Tra delusioni, cortomuso, sconfitte, ribaltoni e un grande punto interrogativo chiamato mercato, gennaio si prospetta essere un mese molto lungo per tutti gli juventini, e non so se abbiamo ancora voglia di salire su queste montagne russe.

DI MICHELE COFANO