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IT’S TIME | DI DARIO PELLEGRINI

Settembre 30

IT’S TIME | DI DARIO PELLEGRINI

E’ tempo di recuperare il tempo perso e di avventurarsi verso una strada che porti la Juventus verso un ritorno alla dignità. E’ un concetto forte ma è da qui che i bianconeri saranno costretti a ripartire per portare la barca nei porti sperati. Ci siamo fermati a Monza dove abbiamo lasciato Bonucci e compagni totalmente privi di amor proprio e di rispetto per la maglia indossata: c’è bisogno di una svolta. Come attuarla? Questo rimane un grande problema perché, le contingenze negative in Continassa, non riguardano solamente il calcio giocato ma contemplano pure le dinamiche interne allo spogliatoio bianconero: al momento della pausa nazionali abbiamo lasciato una squadra che faceva fatica ad essere considerata tale.

Non nascondiamoci dietro un dito, quando le cose non vanno si suol dire che la colpa sia spesso da attribuire all’allenatore e, in questo, c’è necessità che Massimiliano Allegri torni a vestire i panni del mago tirando fuori dal cilindro la capacità di sorprendere. E’ una manovra che dovrà esser usata, in primis, sul gruppo squadra perché, dalle notizie emerse durante le settimane passate, si evince come parte dei giocatori non abbia buona considerazione delle metodologie di allenamento proposte dal tecnico livornese: situazione scomoda la sua perché, quando si è a capo di un team, si ha l’obbligo di difendere ogni parte coinvolta. Specialmente se, la discussione in merito, verte su uno dei componenti dello staff. Su questo punto hanno vinto i giocatori perché, la nomina del prof. Andreini, è stata una conseguenza della volontà di Juventus di cambiare marcia rispetto ai metodi di Folletti, andando perciò incontro alle richieste della squadra. Ma un allenatore difficilmente è la causa di tutti i mali: le prestazioni offerte dalla Juventus impongono di puntare il dito pure sulla mancanza di orgoglio ed amor proprio dei componenti della rosa bianconera.

Il dubbio che abbiano giocato contro all’allenatore è venuto a molti, non so se questo possa essere una domanda fattasi pure in dirigenza ma, la decisione di continuare con Allegri, è stata presa pure nell’ottica di non darla più vinta a dei ragazzi che, negli ultimi anni, hanno spesso agito nel ruolo di mangia-allenatori nascondendosi di fronte alle scelte prese dalla dirigenza. E’ stato così con Sarri, Pirlo e sta succedendo con Allegri: una società seria non può andare sempre incontro ai desideri dei calciatori, personaggi da cullare ma mai da viziare. E questo forse è successo troppo spesso in tempi recenti. Siamo in un momento critico, adesso o avviene la svolta oppure sarà enormemente faticoso arrivare alla pausa pre mondiale con un risultato soddisfacente.

Dalla gara con il Bologna non mi aspetto niente di più rispetto ad una vittoria: sporca, presa con le unghie ma una vittoria. Non penso, date le circostanze, di poter ammirare una Juventus in grado di esprimersi su alti livelli ma, avere 3 punti in cascina, potrebbe portare l’entusiasmo necessario per affrontare un filotto di gare molto impegnativo. Sprecare un momento del campionato in cui l’Inter sarà orfano di Brozovic e il Milan di Maignan, potrebbe essere deleterio per le ambizioni dei titolo. Con tutto il rispetto per le altre squadre più in alto in classifica rispetto alle milanesi.

Di Dario Pellegrini