Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

L’EDITORIALE – ALLEGRI E I GIOCATORI SENZA SCUSE, MA CERTE COSE NON SI POSSONO LEGGERE | DI MIRKO NICOLINO

Aprile 18

L’EDITORIALE – ALLEGRI E I GIOCATORI SENZA SCUSE, MA CERTE COSE NON SI POSSONO LEGGERE | DI MIRKO NICOLINO

Il pareggio della Juventus in casa col Bologna ha lasciato inevitabilmente scorie nell’ambiente bianconero, ma probabilmente molte di più nella tifoseria. Dal post partita dell’Allianz Stadium abbiamo letto un po’ di tutto, da Massimiliano Allegri che avrebbe tenuto a rapporto la squadra o che sarebbe stato tenuto a rapporto dalla dirigenza, passando per i tweet di Lapo che anticiperebbero una nuova rivoluzione in società e sulla panchina. Innanzitutto anche io sono particolarmente deluso per il risultato e soprattutto per la prestazione di ieri sera. Non sono d’accordo, però, con chi dice “si gioca sempre così, cosa ci aspettavamo?”. È una narrazione distorta della realtà, perché contro Inter e Cagliari la Juve ha giocato. Piuttosto dobbiamo chiederci (e l’allenatore in primis dovrebbe darci spiegazioni) perché dopo alcune prestazioni positive arrivano sempre dei tonfi.

Questa Juventus continua ad essere sull’altalena e non se lo può permettere. Quando sei più forte degli altri (anche degli episodi arbitrali), puoi permetterti ogni tanto qualche distrazione o comunque di alzare il piede dall’acceleratore. Quando, invece, stai ricostruendo e sei in rincorsa, certi cali di concentrazione non sono tollerabili. Ieri la squadra ha approcciato male la partita, con alcuni elementi che sembravano essere già in vacanza, con Dybala capofila (vuole guadagnarsi così il suo ultimo ingaggio importante della carriera?). Lo sviluppo della partita è stato poi conseguenza dell’approccio, con una reazione che si è vista solo nella parte finale della gara. Inaccettabile.

Detto questo, Massimiliano Allegri al momento non è sul banco degli imputati, lo ripeterò alla noia. Gli obiettivi primari della stagione erano la qualificazione alla prossima Champions e gli ottavi di finale nella stessa coppa. Obiettivi minimi ovviamente, perché ad inizio stagione alla Juve si parte sempre per primeggiare in tutti i tornei, ma poi c’è il campo. Al momento il tecnico livornese sta viaggiando peggio di Pirlo, nessuno lo nega, ma l’avvicendamento in panchina ha ragione profonde che vanno ben oltre i risultati sportivi e se questa squadra arriverà tra le prime quattro, la guida tecnica non si cambierà. Un anno di ricostruzione, in un ciclo di 4 anni era messo in conto.

Quanto ai tweet di Lapo e alle possibile conseguenze di cui parla qualcuno, al momento non mi risulta abbia potere decisionale in Juventus. Attenzione, nessuno vuole dire che non conti nulla nella famiglia, la sua fetta di eredità ce l’ha e mi sta pure simpatico. Detto questo, la lettura secondo la quale Lapo farà fuori il cugino Andrea Agnelli per metterci al suo posto Alessandro Del Piero e poi mandare via anche Max Allegri mi pare un po’ fantasiosa. Il tecnico è stato scelto in primis anche da John Elkann, ragion per cui il patron in prima persona dovrebbe sconfessare se stesso dopo aver fatto al livornese un contratto da circa 28 milioni più bonus totali. Lo stesso Lapo, poi, ha posizioni sportive difficilmente conciliabili con la Juventus e la sua tifoseria, come quella di totale supporto e venerazione nei confronti del presidente federale Gravina.

È per questo che la cosa che mi spiace di più è vedere gente che pur di dare addosso, a prescindere, a Massimiliano Allegri e Andrea Agnelli, darebbe la Juventus in mano a chiunque, anche al peggio nemico della storia bianconera. Ci manca solo che venga candidato alla presidenza qualche paladino dell’antijuventinismo che fa le sue battaglie su Twitter contro tutto ciò che rappresenta la Vecchia Signora, e che pure trova molto seguito tra tantissimi juventini, per completare la frittata. Ho vissuto diverse ere bianconere e ogni volta che qualcuno si è inventato degli eroi pur di vedere soddisfatte le proprie simpatie, è finita molto male.

Mirko Nicolino