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L’EDITORIALE – BEATI VOI CHE SAPETE GIÀ TUTTO | DI MIRKO NICOLINO

Settembre 5

L’EDITORIALE – BEATI VOI CHE SAPETE GIÀ TUTTO | DI MIRKO NICOLINO

La Juventus domani debutterà in Europa e lo farà con la peggiore avversaria che le potesse capitare all’esordio in Champions League. Non ci nascondiamo dietro un dito, questa Juve, seppur imbattuta in campionato con 2 vittorie e 3 pareggi nelle prime cinque giornate, non ha convinto quasi nessuno. Se si eccettuano alcuni spezzoni del match col Sassuolo e 65 minuti contro la Roma, i bianconeri non hanno espresso un gioco corale che dia segnali incoraggianti in chiave futura. Massimiliano Allegri sta provando a proporre cose nuove anche con la regia del nuovo collaboratore Paolo Bianco, che viene dallo staff di Roberto De Zerbi, ma pressing e riaggressione, che dovrebbero le novità principali, si sono visti raramente.
Non ci sono scusanti, perché al netto di cessioni pur eccellenti, questa squadra è stata costruita principalmente con le direttive del tecnico livornese, che sarà giustamente sul banco degli imputati in caso di fallimento. Lo scorso anno era prevista una stagione di difficoltà e transitoria, quest’anno l’obbligo è di lottare fino all’ultima giornata per riportare il tricolore a Torino. Se questo non succederà, assieme ai calciatori a pagare sarà in primis l’allenatore, ma ovviamente tutte le componenti (inclusa la dirigenza) saranno oggetto di valutazioni.
Sono stati cambiati 7 elementi, non proprio pochi per una ricostruzione e la sfortuna ha voluto che alcuni di quelli più importanti non siano stati sempre a disposizione. Di Maria, protagonista della vittoria al debutto, è stato costretto fuori per un infortunio, così come Pogba è ancora ai box e non debutterà prima di fine mese/inizio ottobre. A ciò si aggiunga anche il KO di Federico Chiesa, che sembra doversi protrarre più a lungo del previsto. Insomma, tre assenti non proprio di poco conto, ma niente alibi. La rosa della Juve è costruita per lottare alla pari in Italia per il titolo e per migliorare lo score degli ultimi tre anni in Champions League (ottavi di finale). Normale ci si aspetti di più da tutti, allenatore compreso.
L’obiettivo della Juventus è quello di riaprire un ciclo al più presto, ma al momento nessuno può dire quando ciò avverrà. Ci ha messo 10 anni tra il 1985 e il 1995 e ogni anno, ricordo, c’era la speranza quantomeno di fare meglio dell’anno precedente. Addirittura si festeggiavano le Coppa Italia e le Uefa come se non ci fosse un domani. Il ciclo dei 9 scudetti, purtroppo, ha fatto perdere a molti il contatto con la realtà. Si è fatto qualcosa di unico e irripetibile e può essere benissimo che ora non si vinca niente per altrettanti anni. Se qualcuno sa quando la Juve tornerà a vincere uno “scudettino” (sì, alcuni di voi li chiamavano proprio così e ora lo bramano più di ogni altra cosa), vada dai bookmakers e si giochi tutto sopra. Si giochi tutto anche sulla vittoria del PSG, visto che guardando le quote e sentendo le dichiarazioni di Allegri (le ho trovate anche io fuori luogo, anche se è un pensiero lecito il suo), la partita del Parco dei Principi finirà in goleada.
Nel calcio può succedere di tutto, lo dice la storia, ma è altamente difficile prenderci sempre. Ci vuole umiltà e sangue freddo, me ne rendo conto, per capire quale sia il momento che sta vivendo la Juventus, che non è più quella di qualche anno fa, nelle gerarchie nazionali e anche nella percezione internazionale. Questa situazione, però, non la cambierà nessuno di voi con un post livoroso sui social. Come sempre, si guarderà la partita, si tiferà e poi si dirà la propria al termine della gara, nel bene o nel male. Riconoscendo che solo i primi attori della nostra passione hanno numeri, dati, elementi e quant’altro per analizzare al meglio la situazione. Non ho fatto sconti ad Allegri dopo Firenze e non li farei di certo dopo una sconfitta pur probabile contro una corazzata come il PSG. Quello che non farò mai è tifare contro la mia squadra, augurare sventure alla dirigenza, ai giocatori e all’allenatore. Per invidia o per compiacere una propria idea, che tale è destinata a rimanere fino a quando io non sarò in grado di ripetere determinate imprese in prima persona. Non basta ascoltare delle interviste, guardare delle partite o leggere un manuale per essere allenatore di calcio. Così come non basta ascoltare un prof di astrofisica per diventare automaticamente un astrofisico. A buon intenditor…



Mirko Nicolino