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L’EDITORIALE – COL VILLARREAL SERVE UNA PROVA DA JUVE | DI MIRKO NICOLINO

Febbraio 20

COL VILLARREAL SERVE UNA PROVA DA JUVE

Il derby pareggiato contro il Torino ieri sera lascia inevitabilmente delle scorie in casa Juventus. Innanzitutto per il risultato, poiché dopo aver vinto la stracittadina di andata, con una rosa rafforzata dagli innesti di gennaio ci si attendeva un’altra vittoria e più convincente dagli uomini di Allegri. Servivano tre punti per continuare dare un segnale chiaro all’Atalanta in chiave Champions, considerato che i bergamaschi hanno ora la possibilità di raggiungere la Vecchia Signora, ma con la gara da recuperare potrebbero addirittura superarla di tre lunghezze. Il pareggio assottiglia il margine di errore consentito ai bianconeri nelle prossime gare, perché al massimo la Juve ora può raggiungere quota 83, ma Allegri sembra abbia fissato l’obiettivo a quota 80 per essere sicuri del 4° posto. Insomma, una sconfitta o 3 pareggi e poi non si potrebbe più sbagliare.

Che poi, questa Juventus non è che abbia sbagliato tante gare negli ultimi tempi: se si eccettua la Supercoppa Italiana persa ai supplementari contro l’Inter, i bianconeri non soccombono dal 26 novembre. E scusate se è poco e se nessuno lo avrebbe pronosticato dopo lo score delle prime cinque giornate di campionato. Non basta, ovviamente, perché la Juve è la Juve, perché si è messa nelle condizioni di dover rimontare senza tanti margini di errore, e perché a gennaio sono stati investiti circa 100 milioni per Vlahovic e Zakaria. Insomma, ci possono essere attenuanti, ma scuse mai, nemmeno per Massimiliano Allegri, che è stato richiamato per fare la differenza, come ha fatto nel precedente ciclo.

Detto questo, in una squadra in ricostruzione, certi risultati si devono mettere in conto. La Juventus veniva da un ciclo di partite impegnative, poiché affrontate contro squadre molto propositive e, nel caso di Verona e Atalanta, molto maschie, esattamente come il Toro. Sono compagini che fanno spesso del fallo tattico e del contrasto duro un’arma primaria e purtroppo dobbiamo constatare come spesso sia loro consentito ben oltre il regolamento in termini di gestione dei cartellini. Per contro, però, non vedo da parte dei giocatori della Juventus la stessa voglia di combattere. Quando la partita si fa dura, bisogna sporcarsi anche le mani e scendere al livello degli avversari, ma pare che la personalità non sia una delle caratteristiche peculiari di molti calciatori attualmente in rosa. Mancano quei combattenti come Mandzukic, in grado di far capire agli avversari chi comanda nei momenti topici delle partite.

Ora non possiamo non attenderci risposte dal match di martedì in Champions League contro il Villarreal. Indubbiamente, la Juve non ci arriva benissimo perché il non aver vinto il derby comunque qualche scoria a livello mentale la lascia. Il problema più grosso, però, è arrivare ad un match decisivo con la rosa falcidiata. Mancherà il lungodegente Chiesa, ma a meno di miracoli non saranno della partita nemmeno Bonucci, Chiellini, Bernardeschi, Pellegrini, Rugani e il “solito” Dybala. Oggi il numero 10 non si è allenato e dalla Continassa giunge voce che non lo si voglia rischiare, per evitare un nuovo caso come quello di Venezia, in cui la Joya è costretto a chiedere il cambio dopo pochi minuti. Ogni volta che si avvicina l’appuntamento europeo clou, purtroppo Dybala finisce out e in questa Juve la sua qualità è troppo importante. Insomma, servirà una notte da Juve, quelle in cui l’orgoglio bianconero viene fuori e consente di superare qualunque ostacolo.

Servirà anche una grande prova di Vlahovic, per la seconda volta annullato da Bremer (in realtà anche contro De Ligt allo Stadium non aveva visto palla): è giovane ed ha ancora grandissimi margini di miglioramento, ma in questo momento i bianconeri non possono prescindere dalla sua freschezza e dalla sua vena realizzativa. Il Villarreal gioca bene, ma concede anche, dovrebbe andarci a nozze.

Mirko Nicolino