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L’EDITORIALE – GIUSTO ESSERE PREOCCUPATI, DISFATTISTI NO | DI MIRKO NICOLINO

Luglio 30

L’EDITORIALE – GIUSTO ESSERE PREOCCUPATI, DISFATTISTI NO | DI MIRKO NICOLINO

È incredibile la velocità con la quale i tifosi della Juventus passano dall’esaltazione assoluta allo scoramento totale. Sembra sia passato già un secolo dall’entusiasmo per gli acquisti di Paul Pogba, Angel Di Maria e Gleison Bremer, arrivati a pochi mesi dagli investimenti anticipati su Vlahovic, Zakaria (potrei qui approfondire anche sullo svizzero, vero e proprio top player fino a quando non lo abbiamo strappato alla concorrenza del Bayern e ora considerato alla stregua di un pippone qualunque) e Gatti. In queste ore trapela principalmente delusione e addirittura invidia per pacchiane presentazioni di nostri ex giocatori da parte di club che praticamente non vincono mai.
Sarà che siamo abituati davvero bene, ma non è possibile trasformarsi in rosiconi della qualunque ed eterni piagnoni. Il motto della Juventus è “fino alla fine” e fino alla fine deve essere in ogni cosa riguardi questo club. La proprietà ha immesso in poco più di due anni qualcosa come 700 milioni di euro, a conferma che la famiglia Agnelli-Elkann sia la garanzia di continuità per la Vecchia Signora. Storicamente i bianconeri vincono quasi 1 scudetto ogni 4 e anche quando incappano in una stagione sfortunata spesso portano a casa qualcosa che altre tifoserie riescono solo a sognare da decenni.
È chiaro che l’infortunio occorso a Pogba, il cui ritorno è stato atteso e auspicato per anni, rappresenti un brutto colpo, ma c’è una cosa nella vita che si chiama fortuna. Una volta ti dà e una volta ti toglie. Diciamo che da qualche tempo, mettendoci anche del nostro, è più ciò che la Dea Bendata ci ha tolto che quello che ci ha dato, ma inevitabilmente arriverà il momento in cui il rapporto si invertirà. Nessuno poteva prevedere “questo” tipo di infortunio per il ‘Polpo’, che ha avuto altri tipi di problemi nelle annate al Manchester United. Così come l’anno scorso nessuno poteva mettere in conto nel loro momento migliore gli infortunio di Chiesa e McKennie, arrivati dopo scontri di gioco e non per la preparazione, come qualche pifferaio va raccontando in questi giorni per alimentare il disagio.
La Juventus fin qui si è mossa molto bene sul mercato e se qualcuno si aspettava lo stravolgimento della rosa con 10-12 cambi non può ora prendersela con la Juventus. L’ho detto in tempi non sospetti, ovvero ad Aprile, che mi sarei aspettato 5-6, al massimo 7 avvicendamenti nella rosa bianconera, proprio perché conscio delle difficoltà a fare uscire calciatori che sono ingabbiati da stipendi elevati e da aspettative altrettanto alte. Succede ovunque, basti guardare l’Inter del “mago” Marotta bloccato da diversi elementi che hanno rifiutato di salutare Milano. Sanchez, addirittura, ha detto no ad una buonuscita superiore al 50% dell’ultimo anno di stipendio, facendo saltare l’arrivo di Dybala.
Tutta la rosa in una sola sessione di mercato non si può cambiare. Nelle ultime due stagioni la rosa è stata cambiata molto e l’età media abbassata in maniera importante. Arrivabene e Cherubini sono riusciti anche nell’impresa di risolvere consensualmente il contratto di Ramsey, ma questo non significa che tutti gli elementi in scadenza nel 2023 siano disponibili a fare altrettanto. Alcuni investimenti, anche in ruoli nevralgici, dovranno essere irrimediabilmente rinviati alle prossime sessioni. Magari già a gennaio, quando qualcuno di quelli che giocherà meno si convincerà a cambiare aria facendo spazio a nuovi innesti. Altrimenti toccherà aspettare l’estate prossima.
E poi dobbiamo anche fare pace con noi stessi. Perché se è vero che questa squadra abbia ancora bisogno di 4-5 titolari, altrimenti non riuscirebbe a migliorare il 4° posto dello scorso anno, mi dovete spiegare anche come si possa dire che Allegri ha solo una chance per salvare il posto, ovvero vincere lo scudetto. Volevate i giovani e ora che giocatori giovani hanno sostituito i “vecchi” campioni, avete paura che i giovani non siano all’altezza. Bisogna avere equilibrio nei giudizi e il mio non lo cambio: vi avevo anticipato a novembre che per il primo anno la dirigenza avrebbe tollerato un 4° posto, ma al secondo il tecnico livornese non avrebbe avuto alibi. E per me non li dovrà avere: questa Juventus è numericamente completa, ma dal punto di vista dei contenuti incompleta e male amalgamata, ma anche così il tecnico livornese ha l’obbligo di essere in corsa dalla prima all’ultima giornata per il titolo. Cosa che non ci riesce praticamente da 24 mesi.

Mirko Nicolino