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L’EDITORIALE – JUVENTUS: APPROVATO IL BILANCIO, ORA CHE SUCCEDE? | DI MIRKO NICOLINO

Settembre 24

L’EDITORIALE – JUVENTUS: APPROVATO IL BILANCIO, ORA CHE SUCCEDE? | DI MIRKO NICOLINO

Il Cda della Juventus ha approvato il bilancio al 30 giugno 2022 e a quanto pare non risultano esserci i morti e i feriti che molti pregustavano. Questo però è un altro discorso e ci torno tra poco. Il dato che inevitabilmente è più sulla bocca di tutti è il rosso da 254,3 milioni, che tra l’altro era stato anticipato, seppur con una piccola variazione (250) dalla semestrale Exor. Si tratta del 5° rosso di bilancio consecutivo per la Vecchia Signora, che però ha avviato una politica di efficientamento con l’obiettivo di dimezzare al 30 giugno 2023 il passivo, mentre per il bilancio 2024 si cercherà di avvicinarsi quanto più possibile al pareggio di bilancio. Ovviamente, questo è il piano programmatico della società, che va attuato tenendo conto anche degli imprevisti che potrebbero presentarsi sul tragitto, anche alla luce del possibile peggioramento dei risultati sportivi.
Detto questo, l’aumento di capitale, il secondo nel giro di 30 mesi per un totale di 700 milioni di ricapitalizzazione, ha influito positivamente sulle voci relative al patrimonio netto, che sale dai 28,4 milioni al 30 giugno 2021, a 169,4 milioni di euro, e all’indebitamento netto che scende da 389,2 milioni a 153 milioni. Scendono i circa 37 milioni di euro i ricavi, per via – tra l’altro – di riduzione degli introiti dalle competizioni internazionali, dallo Stadium e dai diritti TV, mentre i costi sono aumentato di circa 30 milioni, ma c’è da tenere conto anche degli stipendi rinviati a suo tempo per la pandemia.
Ovviamente, la pubblicazione dei dati sta dando vita ad interpretazioni varie e alcune anche fantasiose, ma sgomberiamo il campo da alcune illazioni. La Juventus non sta fallendo e non è il peggio bilancio della storia del calcio italiano. Basti pensare che qualche anno fa una big italiana ha approvato un bilancio con oltre 800 milioni di indebitamento netto. Insomma, vanno considerate diverse voci, non solo le perdite e ricavi, ma soprattutto bisogna tener conto del nuovo piano aziendale, che segna una netta cesura con il recente passato. Che sarebbe stato un altro esercizio difficile, del resto, lo si sapeva da tempo e le contromosse sono già state prese con una nuova politica che ha l’obiettivo di rendere più sostenibile ogni aspetto della vita del club.

Analisi di Gaethanos

Il monte ingaggi, al netto degli stipendi rinviati che “dopano” il dato attuale, è in costante diminuzione e nelle prossime sessioni Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini continueranno la propria opera che mira a liberarsi da stipendi ingombranti e con poca resa sportiva, inserendo invece elementi che guadagnano cifre più consone alle loro prestazioni. Nelle stagioni passate è stato fatto il passo più lungo della gamba, facendo schizzare in alto il monte stipendi senza che vi corrispondesse un miglioramento di prestazioni e risultati. Il che ha costretto anche la dirigenza ad inseguire le plusvalenze, cosa che l’establishment attuale non vuole fare più. E non preoccupa nemmeno il Fair Play Finanziario, perché il piano di rientro nei “ranghi” è stato pensato per starci dentro anche in maniera “larga”.
Molto dipenderà anche dai risultati sportivi, soprattutto da quelli continentali. È inutile negare che se la Juventus uscirà ai gironi di Champions, ne pagherà dazio alla chiusura dell’esercizio attuale e se non dovesse centrare almeno il 4° posto, a soffrirne sarebbe il bilancio 2023-2024. In quel caso servirebbero delle contromosse che consentano di tornare nei ranghi del progetto triennale. Di sicuro, non c’è stata alcuna resa dei conti con Pavel Nedved e Massimiliano Allegri. Il vicepresidente non si è dimesso e l’allenatore non è stato licenziato. Almeno non nel corso del Cda, a differenza di quanto avessero paventato diversi osservatori e addetti ai lavori. È chiaro che la parte finanziaria è connessa direttamente a quella sportiva, ma non sarebbero stati di certo gli amministratori a soverchiare i poteri dell’Area Football della Juventus. Si va avanti con il progetto del tecnico toscano, al quale ovviamente è stato chiesto un cambio di passo in ogni settore – tattica, atletica e risultati – ben prima del Cda. Il destino dell’allenatore è legato inevitabilmente allo score. Quello del vicepresidente, invece, alla sua voglia di rientrare più o meno presto in Repubblica Ceca per un incarico nella sua federazione.

Mirko Nicolino