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L’EDITORIALE – LA QUESTIONE DEI GIOVANI VI è LETTERALMENTE SFUGGITA DI MANO | DI MIRKO NICOLINO

Maggio 18

L’EDITORIALE – LA QUESTIONE DEI GIOVANI VI è LETTERALMENTE SFUGGITA DI MANO | DI MIRKO NICOLINO

In queste ore i nomi più caldi per il mercato della Juventus sono Angel Di Maria, Paul Pogba e Ivan Perisic. E anche in questo caso la tifoseria bianconera si spacca. C’è chi sponsorizza in toto o in parte questi eventuali acquisti e chi invece li boccia a prescindere, per questioni di età. È un tema assai diviso questo dell’età, probabilmente perché la situazione è ormai completamente sfuggita di mano. Nello specifico, Di Maria, Pogba e Perisic hanno rispettivamente 34, 29 e 33 anni, ma la questione merita delle riflessioni più approfondite.

Innanzitutto, bisogna puntualizzare che questi tre non sono gli unici obiettivi di mercato della Juve, che sta vagliando rose di nomi per ciascun ruolo. Cherubini, con la supervisione di Arrivabene e la collaborazione di Nedved, sta valutando diverse opzioni, partendo dal fatto che al momento la priorità ce l’ha il centrocampo e poi la sostituzione degli elementi che sicuramente lasceranno Torino. In quest’ottica, si inseriscono delle opportunità di mercato, che la dirigenza bianconera deve decidere se cogliere o meno. Tanto per fare un esempio, da Barcellona l’opportunità che potrebbe presentarsi è quella relativa a De Jong. La Juventus si iscriverà alla corsa eventualmente facendo uno sforzo economico e magari una cessione eccellente?

Il mercato è in divenire e per la Juventus, nello specifico, non è tanto una questione di soldi, quanto di caselle. La rosa per la serie A sarà di 25 elementi, quella per la Champions di 23-24 (dipenderà dai CTP). Se non ci sono uscite tra i calciatori attualmente in rosa, sarà più difficile effettuare degli ingressi. Detto, questo, l’età non è la discriminante principale, perché nelle ultime sessioni la Vecchia Signora ha abbassato il monte ingaggi, ma è altrettanto evidente che nell’ultimo triennio si è andata deteriorando anche la qualità della rosa.

Il nuovo corso ha posto al centro del nuovo progetto la “sostenibilità”, che non vuole dire per forza giovani, ma elementi appunto “sostenibili” nella complessità della rosa. L’età media è scesa dai circa 30 anni del 2019 ai 27 anni, tanto che oggi quella della Juventus sia inferiore, ad esempio, al “modello” Atalanta. Continuare ad inserire nella rosa giovani “a prescindere”, pretendendo al contempo di tornare a vincere subito, siamo sulla strada sbagliata. Nell’ordine Agnelli, Arrivabene e Allegri hanno ammesso che per il primo anno del nuovo corso erano previste difficoltà, ma per il secondo anno l’obiettivo è chiaramente quello di vincere lo scudetto. E per tornare a vincere lo scudetto pensate che basti aggiungere alla Juve che perderà Chiellini e Dybala i vari Rovella, Fagioli, Miretti, Ranocchia e Dragusin?

Questo è il momento nel quale, dopo aver creato un’ossatura di Under 25, la Juve deve innestare elementi di comprovata caratura internazionale, indipendentemente dall’età. Qualcuno afferma che Perisic (per rendimento il miglior calciatore dell’Inter 2021-2022) sia “antipatico” e “cattivo”. Ad avercene di questi giocatori in una squadra che nelle ultime tre stagioni ha dimostrato di essere molle e “imborghesita”. In questo momento alla Juventus servono proprio quelli forti tecnicamente, esperti, brutti, antipatici e cattivi. Servono quelli che facciano la differenza come la fecero a loro tempo Pirlo, Tevez, Dani Alves, Evra, Mandzukic e compagnia. Arrivati a Torino dopo aver già vinto tutto e ritenuti dai più come bolliti e a fine carriera. Invece, sono stati quelli che hanno elevato il livello della squadra, di quelli più giovani e di quelli meno bravi. Quelli che quando la palla scotta si prendono le responsabilità, a differenza di quelli che ci sono che, con tutto il rispetto, hanno dimostrato soprattutto in Champions League di sciogliersi come neve al sole anche contro avversari modesti.

Mirko Nicolino