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L’EDITORIALE – NIENTE RIMPIANTI, MA L’ANNO PROSSIMO NON DEVONO ESSERCI SCUSE | DI MIRKO NICOLINO

Aprile 11

Niente rimpianti, ma l’anno prossimo non devono esserci scuse

I risultati maturati oggi in Serie A – la sconfitta casalinga del Napoli con la Fiorentina e il pari a reti bianche del Milan col Torino – stanno facendo aumentare i rimpianti in tanti tifosi della Juventus. Personalmente, in una stagione in cui la Signora non è mai stata in corsa per lo scudetto (esattamente come l’anno scorso), non riesco ad arrabbiarmi. È più forte di me. Il non essere mai stati nemmeno terzi in classifica, come potrebbe portarmi ad un rammarico per non aver vinto lo scudetto?

Detto questo, è un dato di fatto che questo campionato italiano sia mediocre. Ad inizio stagione ci è stato detto che l’equilibrio era indice di un livello “salito” in seguito alla vittoria degli Europei da parte della nazionale italiana. Il cammino delle nostre squadre nelle coppe europee, la seconda mancata qualificazione di fila degli azzurri ai Mondiali e l’evoluzione della Serie A dicono l’esatto contrario. Il nostro movimento calcistico è in forte crisi, con una generazione priva di campioni o talenti eccelsi, e al contempo impossibilitato a competere con le altre nazioni top, che dispongono di risorse – Premier in primis – praticamente inarrivabili.

È il risultato di una politica sciagurata che dal 2006 ad oggi ha fatto costantemente regredire il nostro calcio, con la Juventus che da sola ha praticamente tenuto alta la bandiera nazionale. Prima riportando a 4 le squadre in Champions League scalando le classifiche del ranking Uefa, poi qualificandosi per 2 finali di Champions League, che rimangono i migliori risultati del Bel Paese dal 2010 ad oggi.

Sono assolutamente compresi e comprensibili coloro i quali oggi tornano sulla sconfitta rimediata contro l’Inter la settimana scorsa, un match che. prima ancora degli episodi arbitrali. i bianconeri non hanno portato a casa nonostante un’ottima prestazione. Dopo l’avvio di stagione disastroso, la Juventus è migliorata tanto, ma evidentemente non abbastanza per tornare in corsa in un campionato di livello infimo. Ci sta all’anno zero, con Ronaldo andato via nelle ultime ore di mercato e una prima parte di stagione giocata per diversi mesi senza Chiesa e Dybala, i due calciatori più forte della rosa dopo il portoghese.

Gli acquisti di gennaio, però, hanno avviato, seppur a metà stagione, un nuovo corso, che mi pare stia dando buoni frutti anche dal punto di vista della proposta di gioco. Qualcuno storcerà sicuramente il naso, anche perché piuttosto che guardare le partite se le fa raccontare da qualcuno o, più semplicemente, è così convinto delle proprie idee che ritiene di non doverle nemmeno vedere… Sta di fatto che contro Inter e Cagliari c’è stata praticamente una sola squadra in campo, e volendo potremmo tornare anche sulla prestazione contro il Villarreal, che giustamente, e sottolinea giustamente, viene valutata oggi sulla base di un risultato pesantissimo e umiliante.

Negli ultimi tempi si è vista una Juve più verticale, aggressiva e propositiva, segnali incoraggianti in vista della prossima stagione, quando Allegri dovrebbe contare anche sui nuovi innesti in arrivo dal mercato. Dalla prossima stagione, però, mi aspetterò molto di più in primis dal mister, perché l’altalena su cui siamo saliti spesso nella prima parte di questo campionato non sarà sicuramente più ammissibile. La Vecchia Signora dovrà partire in pole position per il titolo e considerato che le altre pretendenti, già in affanno quest’anno, non sembrano avere a disposizione ingenti risorse, l’obiettivo deve essere quello di aprire un nuovo ciclo che, gradualmente, riporti i bianconeri anche tra le top d’Europa. La proprietà in due anni ha immesso capitali per un totale di 700 milioni, per riparare ai guai della gestione recente, in cui i costi sono aumentati senza alzare il livello della rosa. I presupposti pere fare bene ci sono tutti.

Mirko Nicolino