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L’EDITORIALE – UNA CRESCITA CERTIFICATA. E CON I NUOVI ACQUISTI… | DI MIRKO NICOLINO

Febbraio 8

L’EDITORIALE – UNA CRESCITA CERTIFICATA. E CON I NUOVI ACQUISTI… | DI MIRKO NICOLINO

Ero convinto che con l’innesto quantomeno di un centravanti la Juventus sarebbe migliorata e a giudicare da quanto abbiamo visto contro il Verona, i segnali in prospettiva sono molto buoni. Anche perché gli innesti sono stati due e sembra che pure Zakaria sarà un elemento molto utile alla causa. Ovviamente, una rondine da sola non fa Primavera e ora ci sarà da lavorare tanto per raggiungere gli obiettivi minimi fissati dalla società (qualificazione alla prossima Champions League e superamento degli ottavi in coppa). Detto questo, però, se i nuovi innesti, subito gettati nella mischia, hanno trovato terreno fertile è perché la Juve non è più l’altalena di inizio stagione.

Ho scritto in un precedente pezzo che senza un bomber questa Juventus avrebbe fatto fatica ad entrare tra le prime quattro e ora non voglio dire che invece sia scontato. Di sicuro il lavoro svolto dall’allenatore è sotto gli occhi di tutti e alla fine la Vecchia Signora rischia di mangiarsi le mani per una stagione condizionata fortemente dalle prime 4 giornate di campionato. La classifica dalla 5a in poi, infatti, vede i bianconeri al 2° posto a ridosso dell’Inter. Se si restringe ulteriormente il raggio alle ultime 10 giornate, la Juve ha collezionato 24 punti, solo uno in meno dell’Inter, ma ben 4 in più del Milan, 6 in più di Lazio e Atalanta e 7 più del Napoli. Ad oggi, nonostante una partenza negativa, Allegri ha solo 4 punti in meno rispetto alla Juve di Pirlo (e Ronaldo), ma se manterrà la media punti attuale, presto ci sarà il sorpasso.

Allegri ha ricostruito il dna della Juventus step by step, partendo dalla solidità difensiva. Per la prima volta in stagione, con il 2-0 rifilato al Verona, Madama ha messo 3 partite di fila senza subire gol, che diventano in totale 9 nelle ultime 13 gare, risultato una delle difese meno perforate d’Europa nel parziale. Anche contro l’Hellas, che all’andata ci ha battuti, ricordiamolo, non ho mai avuto la sensazione che gli avversari potessero fare gol. E questo è un paletto fondamentale quando devi ricostruire l’identità di una squadra e prima ancora di un gruppo. Smettere di essere vulnerabili dà certezze e con i risultati positivi poi si aggiungono ulteriori certezze che servono a costruire il nuovo castello, del quale si è ancora alle fondamenta.

Inevitabile che per fare il prossimo step si puntasse innanzitutto su un attaccante. Il reparto offensivo della Juventus è attualmente l’11° della Serie A con sole 36 reti, uno score non da squadra che vuole primeggiare, insomma. Per risolvere questo problema endemico tutti stanno facendo la propria parte: ha iniziato la dirigenza per prima prendendo uno dei migliori in assoluto; ci ha messo del suo l’allenatore schierando sin da subito il tridente; al resto ci hanno pensato i giocatori, con attori protagonisti proprio Vlahovic e lo stesso Zakaria, che ha pagato dazio solo per qualche minuto prima di capire dove si trovasse. Per la prima volta in stagione non ho visto insufficienze né tra i titolari né tra i subentrati. Sarà stata l’aria dei nuovi, ma anche elementi come Rabiot sembravano rivitalizzati. E poco importa se Dybala ha messo il broncio alla sostituzione. Sa bene anche lui che trarrà giovamento da questo nuovo corso, almeno nell’immediato. Perché il futuro dipenderà dall’incontro di fine mese per il rinnovo, che farà capire tante cose anche sui prossimi progetti della Vecchia Signora.

Mirko Nicolino