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L’EDITORIALE – VITTORIA VITALE, MA LA TENSIONE CON DYBALA NON GIOVA A NESSUNO | DI MIRKO NICOLINO

Gennaio 16

L’EDITORIALE – VITTORIA VITALE, MA LA TENSIONE CON DYBALA NON GIOVA A NESSUNO | DI MIRKO NICOLINO

La Juventus ha messo insieme l’ottavo risultato utile consecutivo (6 vittorie e 2 pareggi) battendo l’Udinese per 2-0. Finalmente un ruolino da grande squadra, da gruppo che può competere per il quarto posto, ma la qualificazione in Champions rimane ancora molto complicata. I bianconeri hanno infatti raggiunto a 41 punti l’Atalanta, ma la Dea ha in questo momento due partite in meno. Insomma, il coltello dalla parte del manico ce l’hanno ancora i bergamaschi, mentre la Vecchia Signora dovrà mangiarne ancora tanta di pastasciutta (per citare Bonucci) per avere la sicurezza di essere tornata in lotta per la Champions League.

La prestazione è stata altalenante, come del resto abbiamo già visto in tutta la stagione. Buon inizio, seppur con pochi pericoli per Padelli, gol e poi un calo verso l’intervallo, dopo il quale per l’ennesima volta la squadra rientra in campo solo con le gambe, ma senza la testa. Tanta confusione ed errori tecnici, consentono all’Udinese di restare in partita fino al secondo gol di McKennie (terza rete in campionato), che si merita una menzione particolare assieme a Dybala, a Bentancur (prezioso in quantità nonostante i suoi endemici limiti di qualità) e al subentrato De Sciglio, che ha messo dentro un altro assist in una stagione che è per lui indubbiamente positiva. Le mie maglie nere vanno soprattutto a Kulusevski e Kean, che non riescono in alcun modo a rendersi utili se non in rarissimi casi. Sono deluso anche da Pellegrini, tanto invocato per sostituire Alex Sandro, ma al momento indubbiamente un gradino sotto De Sciglio.

Non può essere promosso nemmeno Arthur: si dice sempre che il brasiliano sia l’uomo della svolta per il centrocampo, ma si è limitato a fare il compitino, prendendo anche un ingenuo giallo che gli è costato con ogni probabilità la sostituzione al 45’ per evitare altri guai. L’Arsenal continua a pressare la Juventus per la cessione immediata, ma la posizione della dirigenza e di Allegri non cambia: il brasiliano si sposta solo dopo aver trovato un sostituto. Low cost, ovviamente.

Una menzione a parte merita la questione Dybala, che con la fascia di capitano al braccio, dopo il gol non ha esultato e ha rivolto uno sguardo abbastanza contrariato verso la tribuna. La storia dell’amico, ovviamente, è un dribbling mediatico, ma dalle parole davanti alle telecamere al termine partita emerge chiaramente che ci sia tensione con il club. Si dice che con la dirigenza della Juventus ci fosse un accordo totale da ottobre, con tanto di stretta di mano tra Arrivabene e il suo agente Antun. Lo stesso Arrivabene che in due interviste consecutive ha rinviato ogni discorso di rinnovo al futuro, sottolineando che tutti devono dimostrare di valere quello che sostanzialmente chiedono. Allegri (ieri sera 300esima panchina bianconera e 208 vittorie) ha confermato la nuova linea societaria, parlando di valutazioni che saranno fatte a marzo-aprile, sulla base della situazione in classifica.

Senza Champions non se ne canteranno messe e certe contrattazioni andranno riviste. Insomma, non era “tutto fatto” e la stretta di mano tra le parti sappiamo oggi non valere più nulla. Non è mia abitudine dare colpe a questo o quello, ma di sicuro se si è oggi in questa situazione, qualcosa non ha funzionato, ma non è affatto indicato proseguire ancora per mesi con questo equivoco e il forte rischio di dispetti. Non è una gestione degna di persone mature. Io la prenderei di punta domani mattina: sedersi ad un tavolo e prendere una decisione definitiva, nel bene o nel male.

Mirko Nicolino