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LIVE AHEAD | DI DARIO PELLEGRINI

Settembre 22

LIVE AHEAD | DI DARIO PELLEGRINI

Arroccata sulle proprie posizioni e chiusa nei meandri della Continassa, la dirigenza della Juventus continua nel suo rumoroso silenzio circa le sfide future che la società si è posta. Era il 16 Dicembre 2021 quando i bianconeri diramarono un comunicato riguardante la sottoscrizione di un aumento di capitale complessivo da 400 milioni di euro. Un segnale di forza e rilancio rispetto a quello del Dicembre 2019 quando invece si cercò di pagare i costi relativi all’investimento effettuato su Cristiano Ronaldo. Una serie di passaggi economici volto a garantire un futuro vincente alla società che, con la nomina di Massimiliano Allegri nel Giugno 2021, ha inaugurato un piano industriale su 4 anni per portare la Juventus in un diverso sistema di autofinanziamento ed efficientamento economico coadiuvato ai successi sportivi.

Dopo poco più di un anno alla Continassa si trovano nella posizione di dover contestualizzare alcune scelte operate e, di conseguenza, modificarne i limiti: è quella tanto declamata gestione dell’imprevisto che, molte volte, risulta difficile da considerare quando si ha l’entusiasmo di lanciarsi verso nuove sfide. Nel raggiungimento della meta la Juventus si sta rendendo conto di quali siano i problemi da affrontare peccando, talvolta, nella tempestività con la quale operare un cambiamento: lo si è visto a fine estate quando, in conseguenza ai dubbi di dirigenza e parte del gruppo squadra, si è deciso di fornire un’assistenza allo staff atletico individuando come componente aggiuntivo il prof. Giovanni Andreini. Lo stesso è stato recentemente insignito di ulteriori responsabilità decisionali a causa dell’ambiente di scarsa fiducia creatosi intorno alla figura di alcuni collaboratori di Allegri, leggasi Folletti.

L’allenatore livornese ha sempre difeso il suo staff di fronte ad ogni tipo di critica ma, per andare avanti, dovrà necessariamente accettare di concedere libertà ad Andreini: non è un passaggio scontato ma non ci sembrano essere altre vie d’uscita. E’ vero, parte della dirigenza bianconera ha cercato di sondare il terreno per poter arrivare al CDA del 23 con un nome alternativo, ma, nel far questo, si è dovuta scontrare con le problematiche conseguenti ad una decisione di questo tenore: i costi e le idee.

Sono due aspetti collegati tra loro perché, un eventuale esonero di Allegri, sarebbe un passo troppo importante per le prospettive che la società si è data e, trovare una soluzione alternativa, oggi risulterebbe altrettanto oneroso e difficilmente perseguibile. A questo si aggiunge il fatto che non è stato fatto fronte comune sull’individuazione di un nuovo profilo a cui affidare la gestione tecnica ma, la linea odierna, sembra essere quella di continuare sul cammino prefissato nella speranza che l’allenatore possa cambiare le sorti di una stagione già incanalatasi in un binario preoccupante. Due sono le modalità per far saltare il banco: il rifiuto del tecnico nell’accettare i cambiamenti “proposti” dalla dirigenza o l’intervento di Exor. In tal caso l’ennesimo aiuto della proprietà potrebbe garantire modifiche circa il progetto sportivo che ci si era preposti in conformità con il dovuto efficientamento dei costi.

In poche parole, un nuovo aumento di capitale potrebbe non essere un’idea così utopistica. Allegri rimane l’allenatore della Juventus ma, dopo un solo anno, si iniziano già a intravedere le crepe del suo mandato causate, non dalla mancanza di bel gioco, ma di risultati: nessuno si aspettava un inizio stagione così deludente. E’ quindi normale che alla Continassa si stiano facendo domande sul futuro e, nel far questo, ci si sta rendendo conto pure della necessità di avere un collante diverso tra dirigenza-allenatore e squadra: manca un vero Direttore Sportivo che dia un’impronta diversa sulla gestione del progetto tecnico.

Nessuna critica nei confronti di Cherubini che, sulle mansioni a lui pertinenti ha riportato un ottimo lavoro, ma sembra che i tempi stiano iniziando ad essere maturi per individuare una figura nel ruolo di Direttore Sportivo in grado, sia di portare la propria metodologia sul mercato, sia di risultare eccellente gestore dei rapporti con allenatore e squadra. Cristiano Giuntoli sarebbe il profilo che metterebbe d’accordo tutte le anime della dirigenza e, i sondaggi sulla sua figura, sono ormai datati: il ds fiorentino ha sempre ringraziato per le manifestazioni di interesse ma, il suo contratto con il Napoli, non è un dettaglio di poca rilevanza.

Il rinnovo firmato nel 2019 infatti gli ha garantito 1 mln di euro l’anno fino al 30 Giugno 2024: una data che la Juventus non intende attendere. E’ per questo che si stanno vagliando altre figure, più Petrachi che Tare, ma, riguardo la preferenza in tal senso, ci sono pochi dubbi. E’ un momento importante così come lo sarà il Consiglio Di Amministrazione di domani, non decisivo sull’immediato ma da attenzionare per comprendere le prospettive future.

Di Dario Pellegrini