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ZITTI E BUONI? | DI MICHELE COFANO

Febbraio 1

ZITTI E BUONI? | DI MICHELE COFANO

La Juventus ha assunto un ruolo da protagonista assoluta in questa breve finestra di calciomercato invernale. Un mese durante il quale la maggior parte delle squadre tende a sistemare qualche tassello e mettere toppe qua e là, dove manca copertura. Non per nulla viene chiamato mercato “di riparazione”.
La Vecchia Signora, invece, ha ribaltato completamente la terminologia consuetudinale donata al mercato di gennaio, effettuando una vera e propria rivoluzione.
Durante i tre mesi estivi in cui poco e niente si è mosso, a parte l’ottimo innesto di Manuel Locatelli e dell’ancora tutto da scoprire Kaio Jorge, i bianconeri si sono limitati a confermare la “vecchia guardia” con l’ormai (allora) certa permanenza di Ronaldo, cosa che disgraziatamente non si è rivelata essere tale: il portoghese ha girato i tacchi improvvisamente come Milord di Saylor Moon sventolando il mantello e gridando a gran voce, come il famoso meme, “il mio compito qui è finito”. Panico e tragedia tra i tifosi, che si son visti scippare, a pochi giorni dalla chiusura delle trattative, il calciatore più forte e rappresentativo, la macchina da gol che poteva compensare da solo la scarsità di qualità che la Juve ha palesato.
Fu proprio allora che venne messa una vera e propria toppa: Moise Kean. La convinzione era che il giovane attaccante di Vercelli, che aveva fatto le valigie nel 2019 verso Liverpool, sponda Everton e con una piccola parentesi al PSG, fosse finalmente maturato in pieno, essendosi fatto le ossa in Premier, League 1 e Champions League. Purtroppo, il 18 della Juventus ha completamente deluso le aspettative e si è dimostrato un calciatore ancora acerbo, probabilmente non all’altezza di determinati palcoscenici.
Metà della stagione 2021/22 è stata una tragedia scritta dal miglior Shakespeare. Con Morata troppo altalenante, Paulo Dybala da solo a remare controcorrente per non venir risucchiato dalle cascate, spesso sacrificato a centrocampo per trovare palloni da smistare, Chiesa fuori dai giochi e Kulusevski ancora alla ricerca del proprio “Io” di freudiana memoria, la certezza si è rivelata essere una sola: la necessità assoluta di comprare un centravanti che potesse trasformare in gol anche le più misere azioni pericolose.
Detto fatto: Iron Mauri e il Cobra hanno messo spalle al muro Rocco Commisso, forti della volontà di Vlahovic di vestire bianconero, sventolando banconote e portando, a suon di milioni (75 tra parte fissa e bonus) l’attaccante serbo alla corte della Mole con sgomento e incredulità di qualsiasi persona professi la fede juventina. Una settimana di fuoco che, dapprima con voci di corridoio che si sussurravano tra pochi cospiratori rivoluzionari e poi con ufficialità schiaccianti, ha reso realtà un sogno che in pochi avrebbero creduto sarebbe diventato realtà. Il cosiddetto acquisto alla Cristiano Ronaldo ma di giovane età che aveva decantato il presidente Agnelli anni orsono.
Come una bestia che ha appena divorato la sua preda e, con la bocca ancora sporca di sangue si avventa su un’altra, non ancora sazia del pasto appena consumato, così la dirigenza juventina ha deciso di avventarsi sui rami secchi della rosa e fare piazza pulita rifilando Kulusevski e Bentancur agli Spurs, guadagnando un bottino che, con bonus e obbligo di riscatto, si aggira intorno ai 70 milioni. Inoltre, ha rattoppato il buco creatosi con Denis Zakaria, ottimo centrocampista del Borussia Moenchengladbach, strappato ai tedeschi giusto in tempo, essendo il calciatore in scadenza, prima che si creasse un’asta europea tra big club a suon di stipendi faraonici.
Ma il capolavoro non finisce qui. L’ultimo giorno di mercato, quando ogni speranza sembrava persa, i Rangers di Glasgow hanno bussato alle porte di Corso Galileo Ferraris per avere Aaron Ramsey, diventato ormai oggetto misterioso, affetto da malattie ormai divenute immaginarie e ospite d’onore del JMedical.
Insomma, la Juventus, il giorno in cui inizia Sanremo, si ripresenta sul palco della Serie A da frontman carismatico, tornato in pompa magna dopo un breve periodo difficoltoso, riuscendo a trovare anche un po’ di tempo, nelle ore finali di calciomercato, per inserirsi nella trattativa tra Torino e Frosinone e aggiudicandosi il cartellino di Federico Gatti, talentuoso difensore, e lasciandolo in prestito ai ciociari fino a giugno. What else?
Questo mese ha dimostrato che i vertici della Juventus non hanno più intenzione di restare ZITTI E BUONI, come il titolo della canzone dei Maneskin, vincitrice dello scorso festival, ma vogliono tornare ad alzare la voce prepotentemente, sul campo, come da tradizione bianconera.

DI MICHELE COFANO